I BAMBINI DI MELENDUGNO SEDUTI A TERRA FERMANO GLI ESPIANTI TAP

Melendugno aprile 2017 – Sono le prime ore della mattina, forze dell’ordine e gli operai trovano un varco non presidiato  e hanno ricominciato l’opera di espianto. I manifestanti a questo punto hanno risposto bloccando la provinciale Melendugno Calimera all’altezza dell’accesso alla Masseria Capitano da dove gli alberi espiantati devono essere collocati nella nursey. Nel frattempo sempre più manifestanti si sono raccolti presso la provinciale, arrivavano anche i le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Verso le 10,00 è arrivato il Sindaco Marco Potì che ha tentato di mediare tra forze dell’ordine che avevano l’ordine di sgombrare la provinciale, anche usando le cattive forti. Nel frattempo la gente si mobilita e arrivano tante altre persone a dar manforte. Arrivano anche alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, ma le forze dell’ordine non si muovono di un passo.  Poi accade il miracolo. I bambini, accompagnati dai genitori, si associano alla manifestazione spontanea e si siedono a terra. Dopo un po’ le forze dell’ordine si sfilano il casco, la tensione si allenta. Di fronte ai bambini si decide di sospendere gli espianti. Almeno per oggi. I mezzi tornano indietro e gli alberi vengono posizionati al cantiere, a San Basilio, e presso l’Alma Roma.

Nel frattempo si è saputo che l’Espresso pubblica un articolo:

Tap, mafia e soldi sporchi dietro il gasdotto

Nel contestato maxi-progetto per portare il gas dell’Azerbaijan in Puglia spuntano manager in affari con le cosche, oligarchi russi e casseforti offshore. L’inchiesta integrale sul’Espresso in edicola domenica

Questa foto è destinata a rimanere alla storia di una popolazione che si batte per la sua terra.

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