TAP: L’INCHIESTA CHE LA FA TREMARE

L’inchiesta che fa tremare il Tap
15 SETTEMBRE 2017 / ELENA GEREBIZZA

Lunedì 11 settembre alcuni più grandi giornali europei, tra gli altriThe Guardian (Regno Unito),Süddeutsche Zeitung (Germania) eLe Monde (Francia), hanno pubblicato l’inchiesta della rete di giornalismo investigativo OCCRPAzerbaijani Laundromat. Il reportage racconta delle 16mila operazioni bancarie realizzate da quattro società registrate nel Regno Unito, ma controllate da offshore anonime, che hanno fatto transitare in Europa circa 2,5 miliardi di euro che secondo i giornalisti sarebbero riconducibili a businessman e al governo dell’Azerbaigian.

Le operazioni bancarie – il database completo è scaricabilequi – sono avvenute tra il 2012 e il 2014. Oltre all’acquisto di beni di lusso – immobili, gioielli, automobili, vestiti di alta moda, al pagamento di tasse universitarie e spese dentistiche – comprendono anche il pagamento di parcelle da centinaia di migliaia di euro a giornalisti e politici europei.

Tra questi, il tedesco Eduard Lintner, ex parlamentare e sottosegretario di Stato della CSU (alleato della CDU di Angela Merkel). Fino al 2010, Lintner è stato vice-presidente del Comitato per i diritti umani e membro delComitato monitoraggio dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Nel 2009 ha fondato la Società per la promozione delle relazioni tra Germania e Azerbaigian (GEFDAB), con sede a Berlino, una delle diverse realtà che svolgono attività di lobby pro-Azerbaigian nate negli stessi anni in diversi paesi europei. Secondo le informazioni pubblicate da OCCRP, tra il 2012 e il 2014 Lintner avrebbe ricevuto 758.500 euro da due delle quattro società monitorate, la Metastar Invest LLP e la Hilux Services LLP. Il politico tedesco ha dichiarato alla Suddeutsche Zeitung che i soldi sarebbero stati versati dalla Association for Civil Society Development in Azerbaijan (ACSDA), un’organizzazione non governativa guidata da Elkhan Suleymanov, parlamentare di Baku e membro dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa (PACE).

Tra il 2012 e il 2014, le stesse società avrebbero versato 425mila euro su due conti correnti intestati a Kalin Mitrev, delegato dal governo della Bulgaria a rappresentare il suo Paese nell’esecutivo della Banca  Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD). Mitrev sarebbe al centro di un’indagine aperta dall’esecutivo di Sofia  in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta sul The Guardian.

Anche sua moglie,  Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco e  candidata nel 2016 a Segretario Generale dell’Onu, qualche anno fa sarebbe finita nell’occhio del ciclone fa in seguito all’acquisto di proprietà immobiliari a New York, Londra e Parigi per importi superiori alle sue entrate per diversi milioni. Gli acquisti sarebbero avvenuti tra il 2012 e il 2014, come denunciato dalle inchieste della rete di giornalismo investigativo bulgara Bivol.

Il presidente dell’Azerbaijan’Ilham Aliyev

Che cosa c’entra il TAP?

Come segnalato al The Guardiancon una lettera firmata anche da Re:Common,  c’è una pezzo che andrebbe aggiunto in questa mega inchiesta internazionale. Mancacioè il quadro degli interessi dell’Azerbaigian, che potrebbero spiegare un dispiego così massiccio di risorse.

Primo, non è la prima volta che sentiamo nominare le quattro società attraverso cui sono transitati i miliardi di euro dell’inchiesta Azerbaijani Laundromat. I loro nomi li avevamo letti in diversi  articoli del TheGuradian (, 2). Si tratta insomma delle stesse società parte dell’indagine per corruzione internazionale e riciclaggio di denaro a carico di Luca Volontè, quelle tramite cui sarebbero transitati i soldi diretti a lui e su cui ha indagato la procura di Milano.

Secondo, proprio tra il 2012 e il 2014 venivano prese a livello europeo diverse decisioni che riguardavano l’Azerbaigian e le future relazioni economiche con i paesi membri dell’Unione Europea.Ne ha parlato Report con l’inchiestaCaviar Democracyuscita lo scorso dicembre, che avevamo ripreso anche noi inquesto articolo.

Terzo, in seguito alla bocciatura del Rapporto Strasser nell’ambito del Consiglio d’Europa, che riguardava le violazioni dei diritti umani in Azerbaigian, e alla “scelta” del TAP e del resto del Corridoio Sud del gas come “Progetti di interesse comune” dalla Commissione europea, la russa Lukoil ha ricevuto il primo prestito per avviare la seconda fase di esplorazione del giacimento di Shah Deniz in Azerbaigian da parte della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Quella dove Kalin Mitrev è uno dei direttori esecutivi (ovvero tra i delegati dei governi che non solo decidono in merito ai prestiti, ma orientano anche le aree di interesse della Banca).

Coincidenze? Può essere. Di certo se Danske Bank ha avviatoun’indagine interna sulla sua filiale in Estonia dove è transitato il fiume di denaro distribuito poi un po’ ovunque, forse qualche dubbio sulla limpidezza delle transazioni c’è. E se una parte dei soldi versati dall’Azerbaigian nelle quattro società proviene dalla principale banca di sviluppo pubblica del Paese, l’International Bank of Azerbaijan (di cui abbiamo parlatoqui,  allora anche le istituzioni europee dovrebbero porsi alcune domande.

A ottobre infatti sia la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo che la Banca europea degli investimenti si preparano a decidere su due mega prestiti per il Corridoio sud: 2 miliardi per il TAP e  1,5 miliardi per il TANAP. Il governo dell’Azerbaigian è azionista di maggioranza di entrambi i progetti, e sapere che istituzioni pubbliche partecipate dal governo azero versano cifre a sei e più zeri in società anonime sospettate di essere veicoli per riciclaggio di soldi, o corruzione internazionale, non è proprio una bel biglietto da visita.

Fonte: https://comune-info.net/2017/09/linchiesta-tremare-tap/

Sito tedesco insegna come avere rapporti sessuali con le donne e uomini

“Così i migranti devono fare sesso”

Il governo tedesco ha inaugurato un sito per insegnare ai clandestini di sesso maschile.

Come avere rapporti sessuali con le donne tedesche o rapporti omosessuali con gli uomini tedeschi; in aggiunta a come le donne clandestine possono avere rapporti sessuali con gli uomini tedeschi o rapporti lesbici con le donne tedesche; infine come due clandestini omosessuali maschi possono convogliare a nozze.

Il sito, chiamato “Zanzu, my body in words and images”, è stato aperto dal Ministero della Salute (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung ) in cooperazione con il governo del Belgio.

Il video introduttivo con cui si apre la pagina spiega chiaramente quale sia lo scopo prefissato: “Dare consigli sul sesso e la sessualità ai migranti che non hanno ancora vissuto in Germania per molto tempo”.

Diviso in sei sezioni la pagina utilizza degli espliciti disegni per ritrarre degli atti sessuali interrazziali tra persone, con spiegazioni sull’omosessualità, bisessualità e “transgenderismo”. (da Il Giornale)

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del Terzo mondo. (in italiano traduzione di google con Crome)

Nella sezione “relazione e sentimenti” si spiega che il delitto d’onore non è accettato in Europa.

Nella sezione “diritti e leggi” si spiega ai clandestini perché non debbano praticare violenze sessuali sulle donne.

Nella sezione dedicata all’omosessualità, si spiega che in Occidente i nuclei familiari possono essere composti anche da persone dello stesso sesso.

Nella sezione “mutilazione genitale femminile” si spiega che tale pratica “è illegale in Europa e proibita dalla legge anche se fatta per ragioni culturali”. (da Il Giornale)

Cosa ne pensa “Magdi Cristiano Allam”

Cari amici, la Germania si sbaglia di grosso se pensa di acquisire il consenso e integrare i clandestini, che sono nella stragrande maggioranza musulmani, presentando la sessualità al di fuori della famiglia naturale, offrendo le donne e gli uomini tedeschi come se fossero oggetti sessuali anche se da trattare secondo delle norme che tutelino l’integrità fisica e la libertà di scelta, proponendo l’omosessualismo come se fosse un livello superiore di civiltà.

Cari amici, quest’immagine che la Germania e l’Europa danno di sé corrisponde al degrado della nostra civiltà. Possiamo essere certi del rifiuto islamico del modello sociale, sessuale, culturale,  comportamentale che gli viene proposto.

La Germania e l’Europa si illudono che con queste iniziative potranno prevenire le aggressioni sessuali di massa da parte dei clandestini islamici contro le donne tedesche e europee, così come si sono verificate nella notte di Capodanno in sette città della Germania, in Svezia, Svizzera e Austria. All’opposto, proprio la conferma ufficiale di una civiltà degradata, indurrà gli islamici a percepirci come una terra di nessuno e li istigherà ulteriormente a concepirci come una terra di conquista, da redimere sottomettendola all’islam.

Cari amici, è ora di conoscere correttamente la realtà, la nostra realtà e la realtà dell’islam. È ora di mobilitarci per riscattare la certezza di chi siamo sul piano delle radici, della fede, dell’identità, dei valori, della tradizione, delle regole e delle leggi rispettose della morale naturale. È ora di agire per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!


Video su come usare questo sito web (solo in tedesco)

Vedi il video- enter

DAL SITO – Come si dovrebbe parlare con i clienti circa la salute sessuale? Come può Zanzu aiutare nella consulenza e in classe? Ecco le risposte.
Zanzu è un progetto del Centro federale per l’educazione sanitaria (BZgA) e Sensoa, il centro specializzato fiammingo per la salute sessuale.

Le acque intorno a Capraia cedute ai francesi

Non solo il mare della Sardegna e della Liguria. Il governo guidato da Matteo Renzi ha ceduto alla Francia anche il mare toscano, precisamente quello davanti all’isola di Capraia. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale toscano all’Agricoltura Marco Remaschi

mare toscano ape

Non solo il mare della Sradegna e della Liguria. Il governo guidato da Matteo Renzi ha ceduto alla Francia anche il mare toscano, precisamente quello davanti all’isola di Capraia.

“Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 kmq e acquisite per 23,85 kmq con una diminuzione di 316,05 kmq”, ha annunciato l’assessore regionale toscano all’Agricoltura Marco Remaschi, con delega alle politiche per il mare, rispondendo nell’aula del Consiglio regionale a un’interrogazione di Claudio Borghi (Lega) sull’accordo Italia-Francia per la cessione a quest’ultima, da parte del governo, di acque territoriali italiane, a largo delle isole dell’arcipelago toscano.

Remaschi ha precisato che la superficie marina ceduta è davanti alle coste toscane, all’isola di Capraia, mentre quella acquistata si trova davanti alle isole d’Elba e di Pianosa. “Le risorse contenute nel tratto di mare interessato (Santuario per i mammiferi marini) sono di altissimo pregio naturalistico. L’accordo Italia Francia sembra penalizzi in maniera rilevante il settore della pesca professionale marittima”.

Remaschi ha aggiunto che “la Regione Toscana non è mai stata messa a conoscenza dell’accordo firmato, ma ancora non ratificato, e che tale materia è di esclusiva competenza statale”. Remaschi ha fatto presente di aver chiesto un incontro urgente al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni per fare chiarezza.

Fonte affaritaliani.it

Un inferno sotto l’ILVA – la denuncia di un operaio

“Ilva, sottoterra c’è l’inferno”, la denuncia shock dell’ex operaio di Taranto
ilva Taranto
“Sotto discariche e cokeriedell’Ilva c’è di tutto. La cosa più pericolosa sono i liquami scaricati. Andavo lì con la mascherina protettiva, ma non riuscivo ugualmente a respirare per l’aria satura di sostanze”.E’ un passaggio dell’intervista video a un ex operaio dello stabilimento siderurgico di Taranto – realizzata di spalle e con la voce camuffata – rilasciata a Peacelink e inserita nel portale web dell’associazione. Il lavoratore, che ha lavorato dal 2000 al 2012 nel reparto cokerie, si dice pronto a testimoniare ai magistrati, consegnando “foto e video”

STOP GLIFOSATO – MANIFESTO NAZIONALE

Ieu Reporter ha aderito al manifesto “Stop Glifosato” lanciato da AIAB e FIRAB per chiedere a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il  principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti a base di glifosato.

Protesta contro monsanto

Gli aderenti al manifesto chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che  lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.

Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali ilGlinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui Dna è stato manipolato da Monsanto per resistere al suo  diserbante commercializzato, appunto, sotto il nome di Roundup® e definito dalla ditta produttrice “ecologico e biodegradabile”.

Ricordiamo che lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”. La stessa Agenzia ha dichiarato inoltre che “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio… Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”.

L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale, finanziando, nella misura 10, l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno. In Gran Bretagna tracce di glifosato sono state trovate nel pane di frumento integrale. “In Italia le rilevazioni si quantitativi di pesticidi contenuti negli alimenti e nelle acque vengono condotte in pochissime regioni”, avverte Vizioli, presidente di AIAB. “Una situazione inaccettabile”. Nel resto del mondo sono già partite da mesi azioni che applicano il principio di precauzione. Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno rimosso, la Francia si è impegnata a farlo entro il 2018 e gli stati tedeschi chiedono un divieto su scala comunitaria. L’Autorità danese per l’ambiente e il lavoro lo ha dichiarato come cancerogeno mentre paesi come El Salvador e Sri Lanka lo hanno completamente vietato e in Colombia è stata vietata l’irrorazione aerea sulle colture di coca”.

IL  MANIFESTO  “STOP  GLIFOSATO” (PDF)

Fonte di Beatrice Salvemini

IL GLIFOSATO È ANCHE NEGLI ASSORBENTI INTIMI!

Il glifosato è dappertutto: anche nell’85% dei tamponi intimi e nelle garze sterili in commercio. È il risultato imprevisto di uno studio argentino. Si tratta dell’erbicida più utilizzato al mondo, classificato come probabile cancerogeno e associato ai rischi di infertilità…

Tamponi assorbenti e garze sterili sono imbevute di glifosato, il celebre erbicida irrorato nei campi, e nelle aiuole di mezzo mondo. La notizia è stata data dal dott. Damian Marino dell’Università argentina di La Plata, il cui team di ricerca ha ritrovato tracce del potente erbicida in 85% dei campioni di tamponi acquistati nei supermercati e nella totalità di cotone e garze medicali. Un fatto grave e preoccupante, visto che il glifosato, oltre a essere stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) come probabile cancerogeno, è stato associato al rischi di infertilità, aborti spontanei e difetti alla nascita.
Secondo le dichiarazioni degli studiosi l’85% dei campioni risulta contaminato direttamente dal glifosato, mentre il 62% è risultato positivo ai metaboliti dell’erbicida, che nel caso delle garze, a questo punto bisogna dirlo, “cosiddette” sterili si ritrovano nel 100% dei casi.
“I risultati di questa ricerca sono molto seri e preoccupanti, se si usa cotone o garze medicali sulle ferite o per l’igiene personale, si pensa che siano prodotti sterili, e invece sono contaminati da sostanze cancerogene” ha dichiarato il dr. Medardo Avila Vazquez, presidente del terzo congresso nazionale dei medici tenutosi a Buenos Aires (National Congress of Doctors for Fumigated Communities).
I motivi di questa concentrazione sono chiari. “La maggior parte della produzione mondiale di cotone avviene in piantagioni geneticamente modificate, con sementi e piante resistenti al glifosato” spiega Avila Vazquez. “Il cotone viene irrorato quando la capsula è aperta e il glifosato penetra direttamente nelle fibre”.

L’aspetto è ancor più sorprendente se si considera che il risultato è di tipo accidentale. L’obiettivo principale della ricerca non era la ricerca del glifosato nei prodotti in commercio, ma la verifica del raggio di azione degli irroramenti aerei che avvengono nelle piantagioni.
Se in molti stati europei sono già in corso iniziative per bandire l’uso del glifosato, in Italia è stato addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Le ultime rilevazioni dell’Ispra avevano già rilevato tracce di glifosato nelle acque superficiali e sotterranee di alcune regioni italiane con elevata intensità agricola. Siamo di fronte ad una vera emergenza, a cui ci espone la potente industria dell’agrochimica, che produce sementi e pesticidi, e che costituisce ancora il modello agricolo dominante su scala planetaria.
Ricordiamo che Terra Nuova ha aderito al manifesto “Stop Glifosato” lanciato inizialmente da Aiab e Firab, per chiedere a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti a base di glifosato.

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SCIE CHIMICHE – AVVISTATE DA SANT’ORONZO

SUCCEDE ANCHE A LECCE DI VEDERE LE SCIE
Sentite cosa dice il generale dell’esercito Fabio Mini (http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Mini)
Afferma che nei nostri cieli c’è effettivamente qualcosa che non và!


Generale di corpo d’armata, Fabio Mini (Manfredonia, 11 dicembre 1942), è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO, nello scenario di Guerra in Kosovo nell’ambito della missione KFOR (Kosovo Force). Commentatore di questioni geopolitiche e di strategia militare, scrive per Limes, la Repubblica e l’Espresso, è membro del Comitato Scientifico della rivista Geopolitica ed è autore di diversi libri. Dal novembre 2015 ha iniziato a collaborare a Il Fatto Quotidiano. In questo video, egli affronta il discutissimo argomento delle “scie chimiche”.
Fonte globochannel

Il CANCRO E LE CURE PROIBITE


CANCRO, LE CURE PROIBITE, a cura di Massimo Mazzucco: Ricercatore noto per le sue diatribe-battaglie via video e via web (invariabilmente vinte) contro Piero Angela, Quark, Paolo Attivissimo, Cicap e in generale tutti i cosiddetti debunker (che sarebbero coloro che coprono la verità mascherandola dietro falsi dati e propaganda mediatica).
In sostanza, in esso Massimo Mazzucco prima sintetizza la questione medicina-medici-ricerca medica-pubblicazioni mediche-case farmaceutiche in modo piuttosto chiaro (tristemente chiaro, direi), e poi effettua una breve trattazione delle principali terapie che nel tempo hanno rivelato una certa efficacia contro il cancro, pur se mai studiate dalla scienza ufficiale.

Che è ufficiale, lo diciamo subito, perché è dominante; è un po’ il noto discorso per cui i libri di storia li scrivono i vincitori… e chissà perché ma personalmente ho la sensazione che qua abbia vinto il nazismo (e se è vera solo la metà delle cose riportate in questo video o in altri video o libri, è davvero così).

Ad ogni modo, andiamo con ordine: nella parte introduttiva del video Massimo Mazzucco ci parla di Big Pharma e di come funziona, tra università, case farmaceutiche, medici, riviste specializzate, etc.

Dopo aver spiegato quali e quanti interessi muovono tutto quanto (ovviamente senza che i pazienti ne siano minimamente consapevoli, e nella gran parte dei casi neanche i medici, spesso persone di grande cuore e dedizione alla causa), Mazzucco passa in rassegna i più famosi metodi anticancro (spesso antimalattie in generale) che l’establishment non ha mai sconfessato per il semplice motivo che non si è mai preso la briga di analizzare.

I nomi qua scorrono veloci, ma dal video si evince chiaramente che dietro ognuno di essi c’è un pezzo di storia, nonché tante vite salvate: Renè Caisse (col suo Essiac), Thomas Henry Huxley, Maximilian Gerson, Rick Simpson, Wilheim Reich, Ernst Krebs Jr. e Dean Burk, William Lane, Ryke Geerd Hamer, Rudolf Steiner, Linus Pauling, nonché il nostro Tullio Simoncini.

Si noti peraltro che alcune di tali teorie sul cancro sono agli antipodi l’una rispetto all’altra (si pensi a Ryke Geerd Hamer e a Tullio Simoncini, il primo che la pone completamente sul psicologico mentre il secondo agisce sul mero piano fisico; o si pensi al filosofo-pedagogista-esoterista Rudolf Steiner e all’infermiera Renè Caisse col suo rimedio naturale).

Il punto è che si tratta di persone e metodi che hanno avuto risultati, ma che sono stati ignorati e derisi per timore che, così a buon mercato e naturali, sostituissero chemioterapici e compagnia bella, al contrario così costosi e così brevettati (la natura invece non si può brevettare, e quindi una terapia contro il cancro naturale, anche se efficace, non farebbe guadagnare nulla alle ditte farmaceutiche).

Il punto ovviamente è che la gente non sa nulla di tali terapie, e corre subito a farsi la chemioterapia, che ha delle statistiche di insuccesso e di dolore spaventose e che li stessi oncologi americani, ossia l’avanguardia dell’allopatia mondiale nel settore, in larga maggioranza non somministrerebbero a se stessi o ai propri cari, come risulta da recente intervista.

Il punto non è supportare la scuola di Hamer o la terapia di Simoncini o il metodo Gerson: il punto è indagare seriamente per favorire la salute della gente, cosa che, ahimè, ho il forte dubbio che alcuni non vogliano fare perché non conviene loro (un produttore alimentare vorrebbe diffondere un cibo che ti sazia per tutta la vita? No, se persona non illuminata, perché i suoi affari sparirebbero).

Ad ogni modo, come dico sempre,che ognuno guardi, legga, si ponga delle domande e si faccia una sua idea.

(Commento a cura di Fosco Del Nero.)

La Francia bombarda Raqqa, feudo dell’ISIS

Parigi bombarda
domenica 15 novembre

Dieci caccia francesi sono entrati in azione in Siria, bombardando con 20 ordigni la città di Raqqa, bastione dell’autoproclamato Stato islamico (IS). Lo ha annunciato domenica sera il Ministero della difesa. Un centro di comando, usato anche come deposito di munizioni e armi, e un campo di addestramento sono stati distrutti.Venerdì sera alcuni miliziani dell’IS hanno colpito a Parigi, sparando all’impazzata e facendosi esplodere in vari punti della città. Sono 129 le persone morte, centinaia di feriti, alcuni dei quali versano in condizioni disperate.

Francia bombarda isis

Francia attaccata dai terroristi

HOLLANDE HA ANNUNCIATO LO STATO D’EMERGENZA E LA CHIUSURA DELLE FRONTIERE PARIGI SOTTO ATTACCO: PER IL COMUNE “ALMENO 129 MORTI” NEI 7 ATTENTATI IN TUTTA LA CITTÀ

francia attentato

Parigi – Quasi in contemporanea e in 7 luoghi diersi, 6 sparatorie e tre esplosioni hanno provocato una strage. Solo nella sala del teatro Bataclan ci sarebbero circa 129 vittime  Un testimone scappato: “c’era sangue dappertutto, hanno tirato con un fucile a pompa sulla folla”. Il presidente Francois Hollande ha annunciato lo stato di emergenza su tutto il territorio francese e la chiusura delle frontiere. Altri 40 morti allo stadio, rimasti uccisi i 2 attentatori che si sono fatti esplodere con delle granate. Maggiori info: PS NEWS


 

15 NOV:129 morti e 354 feriti (di cui 100 gravi)


 

15 NOV: Una ragazza italiana fra le vittime. (La Stampa)

Valeria Solesin

È morta Valeria Solesin, la ragazza italiana dispersa dopo l’attacco al Bataclan di Parigi, come apprende La Stampa da una fonte che si trova a Parigi. A confermarlo è stato anche il padre della ragazza, che davanti all’abitazione a San Marcuola, nel centrale sestiere di Canareggio (Venezia), ha aggiunto: «abbiamo la certezza ma manca solo per motivi burocratici l’ufficialità».

Valeria Solesin, 28 anni, originaria di Venezia, si era diplomata nel 2006 al liceo scientifico Benedetti del capoluogo veneto. Laureatasi a Trento, si era trasferita a Parigi dove viveva ormai da quattro anni come uno dei tanti cervelli in fuga. Dottoranda in demografia nella prestigiosa Università della Sorbona, studiava sociologia e si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini.

In pochi anni aveva già pubblicato alcuni saggi raccogliendo tra l’altro interviste ed entrando anche nello specifico di alcune realtà cittadine molto diverse tra l’Italia frammentata in tanti comuni grandi e piccoli e la Francia con Parigi catalizzatrice della comunità transalpina. La madre ha ricordato la sua esperienza con i clochard di Parigi, «per conoscere tutte le sfaccettatura di una realtà che andava a studiare e frequentare». In passato aveva lavorato anche come volontaria per Emergency.

14 NOV. 10,12 – Il Ministro Gentiloni: Ministri degli esteri riuniti. Raddoppiare gli sforzi per eliminare la minaccia del terrorismo.

14 NOV. 10,22 – Putin: serve unità per al lotta al terrorismo.

14 NOV. 10,12 – Casini (Presidsente Commissione Esteri Senato): Se siamo nella terza guerra mondiale c’è bisogno di una strategia comune. Il terrorismo non si combatte senza la Russia, è fondamentale.

14 NOV. 10,47 – Angela Merkel: combatteremo insieme con solidarietà.

14 NOV. 10,50 – Attacchi a Parigi: ISIS: Video , Francia non vivrà in pace.

Più di 192 feriti di cui circa 80 gravi.

Feriti 2 italiani (di Senigallia), fortunatamente fuori pericolo.

Il Presidente Hollande annuncia una lotta spietata ai terroristi.

Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo: I parigini sapranno rialzarsi.

Città in lutto, luci spente alla Tour Eiffel.

Il terrorista sopravvissuto: sone dell’ISIS.

Ambasciata francese in Italia raccomanda prudenza ai connazionali.

Al Bataclan 4 terroristi si sono fatti esplodere al momento del blitz.

Terroristi in fuga, gigantesca caccia all’uomo.

Obama: “E’ un attacco a tutta l’umanità.

Mattarella a Hollande: “Combattiamo con voi”.

Cananli web islamici vicini all’ISIS festeggiano gli attacchi: francesi stiamo arrivando.


Neutralizzati in tutto, 8 terroristi. Al Bataclan  hanno ucciso a sangue freddo 118 ostaggi  – Le teste di cuoio in azione, liberano una quarantina di ostaggi rimasti salvi.

Mobilitati 1.500 militari – Caccia ai terroristi – Attacco rivendicato dall’ISIS – 6.000 agendi sguinzagliati.

14 NOV. 01,15 Circa 158 morti presunti e numerosi feriti.
Sono almeno 158 i morti a Parigi: lo riferisce citando fonti di polizia. Si precisa che ci sono state almeno sei sparatorie e tre esplosioni. Inoltre è in corso la presa d’ostaggi nella sala concerti Bataclan nel XI arrondissement.

Parigi, almeno 100 ostaggi al teatro
Terrorista gridava, “Allah è grande” vi puniamo per il vostro Presidente e per gli attacchi in Siria.

(ANSA)

14 NOV.- 00:04 Hollande annuncia chiusura frontiere
14 NOV.- 00:20 Esplosione stadio provocata da kamikaze
13 NOV.- 23:43 Innalzate misure sicurezza in Italia

Esplosioni allo Stade de France è stata provocata da un attentatore suicida, 40 i morti.

Je suis Paris
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