Rubano tre droni, due ragazzi bloccati dalla polizia

LECCE – Entrati in un negozio nella zona di San Pio e fingendosi clienti, si sono impossessati di tre droni del valore di 450 €uro e sono fuggiti in bicicletta. Sulle tracce dei due fuggitivi si sono messi i dipendenti del negozio che nel frattempo avvisavano le forze dell’ordine. Una volante della polizia sopraggiunta in via Dalmazio Birago, li ferma, nel frattempo arriva un’altra volante che entrata in senso contrario blocca un “15enne”, mentre l’altro “18enne” salta il muro e scappa. Durante la fuga, il ragazzo più giovane ha estratto un coltello da cucina per tentare la fuga.

Il momento del fermo

Il fermato, un 15enne di Veglie, comunque, fornisce la descrizione del fuggitivo complice, bloccato poi in via Vecchia Carmiano.
Anche il secondo fermato di Veglie, è stato sottoposto a perquisizione, gli hanno trovato un coltello, una cazzottiera e un secondo coltello ronca all’interno di uno zainetto nascosto in un casolare abbandonato sito in via Quinto Mario Corrado. Nello zainetto, si sono trovati degli abiti che sarebbero serviti dopo il furto per cambiarsi e rendersi irriconoscibili.

Dopo gli accertamenti A.K, 18enne, è stato tratto in arresto per rapina impropria aggravata, in concorso con minore, e porto di arma da taglio, mentre il minorenne è stato indagato in stato di libertà per rapina impropria.

Calendario Speleo Trekking Salento di ottobre 2017

Speleo Trekking Salento 2017

DOMENICA 1 ottobre
L’ISOLA DEI CONIGLI
Ore 9.oo Catasto.ore 10.oo Bar c/o Lido “Le Dune” Porto Cesareo
Un ottimo inizio di anno trek nei Caraibi del Salento tra deliziose colline e lo splendido mare dell’ovest, arenili ed antiche torri, saliscendi, canali, lo “Scalo di furnu”. Arrivo e sosta sull’isola, allegramente, con il battello Possibile avvistare timidi conigli, fruitori di quell’isola protetta. No difficoltà. Km. 11 ca. Tiket: Taxi boat 4€ A/R. Condurrà Stefano De Donatis

DOMENICA 8 ottobre
ACAIA E LE CESINE
Ore 9.oo Catasto. Ore 10.oo Bar in piazza Castello– Acaia (Vernole)
Mare e terra, arenili, dune, canali e pantani contornati da rigogliosa profumata macchia. Ingredienti per una simpatica giornata di cammino attraverso l’Oasi protetta, le sue testimonianze ma anche le lunghe sterrate e asfaltate, che ci permetteranno di ritonificare i muscoli dopo la troppo rilassante pausa estiva. Non mancheranno cenni sul prestigioso architetto militare Giangiacomo. Solo in un breve tratto potrebbe essere necessario togliere calze e scarpe per non bagnarsi. Km 14 ca di facile. Condurrà Riccardo Rella

DOMENICA 15 ottobre
OASI DELLE API
Ore 9.oo Catasto. Ore 10.oo-alimentari e caffè. P.zza di Borgo Piave (Frigole) LE
Gradevole itinerario pianeggiante tra macchia mediterranea, uliveti, asfalto e lunghe sterrate nei pressi di Frigole, una delle marine leccesi, Alla sosta pranzo, si raggiungerà il luogo dove l’associazione. APIS -Apicoltori Pugliesi ha organizzato un campo base per la ricerca, l’osservazione e l’allevamento delle piccole, ma tanto a noi care,“dolcissime”amichette alate” dalle magliettine gialle a righe scure. Il presidente Maurizio Andrenucci ed esperti apicoltori ci inizieranno, da fuori recinto, in quel mondo spesso sconosciuto. Km 14 ca. scorrevole. Condurrà Riccardo Rella

DOMENICA 22 ottobre
LE QUATTRO COLONNE E SAN MAURO
Ore 9 Catasto. Ore 10.oo Bar Kalamaro
c/o le 4 colonne. S.Maria al Bagno (Nardò)
Un classico tra i nostri itinerari per ritrovarci dinnanzi alla antica, minuscola chiesetta bizantina arroccata sulla serra che si affaccia sul mare di Gallipoli. Un gradevole itinerario tra alti e bassi tra la Montagna spaccata tra sterrate ed asfaltate che discendono verso mare su scogliera bassa, al cospetto della Torre del Fiume con la sorgente che, speriamo, l’affianchi ancora gorgogliante.Km 14 ca. Condurrà Stefano De Donatis.

ATTENZIONE!!! Tra Sabato28/domenica 29, torna l’ora solare; lancette un’ora indietro.

GRECIA SALENTINA 29 (Melpignano)
Ore 9.oo Catasto di Lecce. Ore 10.oo Bar “Light” Piazza A. Vantaggiato- Melpignano
Sapore greco-salentino e di antiche tradizioni; avvicinamento alle accomunanti Pozzelle, alle cripte, ai megaliti ma anche alla storia della Taranta. Una passeggiata tra i ricordi delle

La nostra etica escursionistica

Ogni nostro escursionista si presenterà all’appuntamento trekking in perfetto orario.
Per la riduzione delle spese e dell’inquinamento ambientale si consiglia di mettere a disposizione degli altri la propria auto.
Chi usufruirà dell’auto altrui dovrà educatamente condividerne le spese con un contributo che terrà conto del chilometraggio.

L’escursionista, ospite nella natura, procederà con lo sguardo e con lo spirito attenti allo splendore del creato, assaporandone l’essenza, gustandolo in ammirazione profonda, cogliendone ogni sfumatura.
Non procurerà alcun danno all’ambiente e ridurrà al minimo quello inevitabilmente procurato dal proprio calpestio.
La fila indiana che ci permette di non danneggiare le colture, sarà affidata alle disposizione del Capo gruppo e, ancor più, alla saggezza sussurrata dal proprio, maturo intelletto per rispetto per il lavoro nei campi .
È inopportuno ed irriverente “tagliare” durante il percorso gli angoli dell’itinerario, esibendosi in estemporanee scorciatoie perché il Capo gruppo traccia in maniera consapevole, in considerazione dei vincoli delle proprietà e delle coltivazioni.

Tutti i nostri rifiuti biodegradabili e non, dovranno essere raccolti in un sacchetto che non dovrà mancare al seguito.

I fiori e le piante abbelliscono il contesto naturalistico. Per far loro assolvere alle diverse funzioni sarà giusto non coglierli.
Gli animali, diversi solo per forma ed evoluzione, fanno parte del nostro stesso regno: sono parte integrante del pianeta e della natura, sono vivi, soffrono come noi, assolvono alle più disparate e utili funzioni; è bello incontrarli liberi e come tali, non andranno molestati né catturali né, tantomeno, uccisi.
Solo per evitare pericoli non possiamo accettare i cani.

La socializzazione è opportuna ed assai gradita nei tantissimi momenti ove è possibile procedere in gioiosa allegria ed in piena armonia. Ogni nostro ecoescursionista è cosciente che il brusio con rispettoso buonumore, potrà tornare salutare per sé e per la natura tutta che gioisce nel sentirci passare.
Chi è con noi, nel massimo rispetto di ogni cosa, sa che in alcuni momenti è educato osservare il silenzio per non arrecare disagio alle creature che nidificano o per gustarne il loro cinguettio o cicaleccio.
Attenzione: un ciottolo fatto ruzzolare da un dirupo può trasformarsi in grave pericolo per chi avesse la sventura di trovarsi più in basso.
Il fuoco dovrà essere accuratamente spento. Per formare un bosco occorrono centinaia di anni, per generare un piromane basta un istante di inconsapevole ma stupida follia.

Per aderire alle nostre iniziative potrai compilare lo stampato predisposto, rivolgendoti al dr. Antonio Perulli. Contributo alle spese, stagione 2017-2018, €. 50,00 comprensivo di iscrizione ed assicurazione CSI. Ai fini assicurativi sarà necessario indossare calzature da trekking. DA SUBITO OBBLIGATORIO IL CERTIFICATO MEDICO PER ATTIVITA’ NON AGONISTICA.

Rete dei Cammini
Centro sportivo italiano

—–I motti di Riccardo—–
“Amare, proteggere, penetrare le origini”

“In un mondo che tende a dividere SpeleoTrekking aggrega”

“La banalità del vistoso ed effimero apra alla nobile dignità dell’essenziale”

“L’immaturità matura con la maturità”

“Il fico è gustosissimo perché assume il sapore della sua compagna”

“L’occhio (no l’ozio) è il padre dei vizi”

VENTENNALE di SpeleoTrekking
1997/2017. Si ricomincia!!!

SpeleoTrekkingSalento
V.le Gallipoli 18, LECCE ww: trekkingsalento.it
e-mail: [email protected]
Tel. 333-3051934- Riccardo Rella
330-941739- Antonio Perulli

Trekking settimanale da ottobre a maggio 2018-

I NOSTRI GRANDI TREKKING STORICI
“Cammino Leucadense” da Brindisi a Leuca. Come da noi voluto, ininterrottamente, da 14 anni ed ora confermato, anche, dalla Regione Puglia, LEUCA diventa “Terminale oltre che Convergenza delle Vie Francigene nel sud e d’Europa”. Km146, 6 tappe: aprile/maggio 2018.
“Leuca Terminale Francigeno, ora, ha un nome:
Riccardo Rella e SpeleoTrekkingSalento”

*TranSalentina del Sole” Ponte della Fratellanza* Marcia istmica Otranto-Gallipoli
unica tappa di 50 km. Decennale: Aprile 2018.

-OTTOBRE 2017-
Desideri ritrovarti in compagnia di amici, incontrare tantissime nuove persone, camminare insieme respirare aria pulita e socializzando in serenità?
L’Ass. SpeleoTrekkingSalento
“pioniera in Terra d’Otranto”, ti attende.
Con il presidente Riccardo Rella, sin dal 31-01-1993, il padre del trekking-Hiking nel Salento, il trekking è settimanale e completato dalla saggia amministrazione del vice dott. Antonio Perulli, dalla lodevole professionalità del ricercatore storico prof. Ezio Sarcinella, dalla continua disponibilità al rilevamento Gps della prof.ssa Silvana De Castro, dalla competenza del web master Andrea Nicolini, dalla collaborazione delle guide: Silvia C. e Carlo B, Fernando A. Gigi G. Stefano. DD.
Antonio R. Emanuele C. Donato M. Cosimo A. Silvestro M. e di tutti i nostri inarrestabili trekkers.

PER PRIMI, FIN DAL 31 GENNAIO 1993, CONTINUIAMO A CALCARE E IRRADIARE ININTERROTTAMENTE E CAPILLARMENTE, CON ASSORDANTE PASSAPAROLA, LA TERRA SALENTINA NEL MONDO, ALL’EPOCA, QUASI LETTERALMENTE SCONOSCIUTA ALLE MASSE, DA QUELLA DATA, IL RITORNO TURISTICO, CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, HA SUPERATO OGNI NOSTRA ASPETTATIVA. NE SIAMO FIERI !

STS SpeleoTrekkingSalento
Una palestra aperta nella magia, ammirazione e bellezza del territorio, nel rispetto totale del creato; quello che ti ci vuole per ammortizzare, per un po’, i problemi quotidiani, per convivere bene con te stesso e con gli altri. Zainetto in spalla e…via!
Scarpette comode gommate, Jeans lunghi, acqua, colazione, k-way o ombrellino retrattile
Non rimanere indietro, non perderti durante il cammino ma, se dovesse succedere, chiama i nostri numeri. A fine escursione verremo a riprenderti. In caso di pioggia, alla partenza, l’escursione verrà rinviata.

XYLELLA? NON SOLO. Riflessioni di Riccardo Rella

Da 24 anni portiamo avanti, rispettosamente, il trekking alla conoscenza di tutto il territorio Salento con al seguito tantissimi camminatori. Da anni ci viene spontanea una domanda angosciante: – Dove sono finite tutte quelle deliziose creaturine alate che sorvolavano incessantemente le nostre teste? Che fine hanno fatto quei tantissimi passerotti, cinciallegre, pettirossi e capinere che volteggiavano, si posavano e beccavano sugli alberi? Sono spariti tutti! – Quegli uccelletti, prettamente insettivori, non si accanivano contro i tronchi degli alberi ma trovavano loro giusto e unico sostentamento cibandosi di parassiti, insetti vettori di patologie, nel giusto equilibrio naturale. Non più gioia nel vederli svolazzare nelle campagne; ora solo qualche gazza, qualche falchetto o ùpupa! Quei graziosi amichetti si posavano sui rami e per loro sopravvivenza, liberavano gli alberi da insetti e da vari patogeni come la sputacchina che veicolerebbe il batterio della xylella fastidiosa e che sta provocando, ormai, da anni, il disseccamento degli ulivi, le spettacolari sculture vegetali di casa nosta.

Quanto provocato dall’uomo ha innescato un risultato non più controllabile; ha privato le piante delle difese naturali, creando squilibrio negli incontestabili, plurimillenari progetti evolutivi di Madre Natura, dando la possibilità ai batteri di diffondersi tranquillamente. Per ovviare al danno si è pensato, con estrema ratio, di irrorare veleni, di espiantare e addirittura, di trasferire quei venerabili ultracentenari.

Si è innescato, così, un ulteriore, micidiale effetto domino tra quegli alberi, tra il piano campagna ed il carsismo epigeo ed ipogeo; una percolazione di veleni, rifiuti, piombo, discariche nelle fessurazioni superficiali e profonde che stanno inquinando pozzi e falde e per logica conseguenza, anche il mare. La situazione sta diventando sempre più pericolosa, non solo per gli ulivi; il minuscolo Sapiens, indisturbato, ritenendosi padrone di tutto e di poter fare e disfare, egoisticamente, subisce, piange e poi si dispera. Finge di accorgersi, purtroppo, solo a posteriori, dei gravissimi, irreversibili danni che stanno modificando, sempre più velocemente, l’equilibrio atmosferico ed idrogeologico del pianeta ed il diretto rapporto con il suo sole; per ultimo, l’allucinante “giochetto con i missili a testata nucleare verso l’autentica pace nel mondo”.

Lecce 16 settembre 2017
 Il presidente

Riccardo Rella

Emiliano Ambiguo e Allarmante di: Sergio Blasi

Le dichiarazioni allarmanti e ambigue del presidente Emiliano impongono un intervento chiaro nel ribadire sull’obbligo vaccinale quello che il Consiglio Regionale ha già dichiarato con un ordine del giorno. L’iter regionale per l’obbligo si fermò solo perché gli ordini legislativi gerarchici imponevano precedenza alla normativa nazionale approvata dal Parlamento. In quella circostanza chiara la posizione dei consiglieri della maggioranza sostenuta anche da parte delle opposizioni.
Invito il Capogruppo Campo a prendere posizione ferma e chiara nei confronti di una folle ed ambigua escalation di affermazioni che umiliano le istituzioni politiche e gli stessi organismi scientifici di monitoraggio, mettendo a rischio la salute dei pugliesi.

Emiiano e Blasi. Nella foto di: Affari Italiani

Non regge il discorso dell’effetto boomerang, della diffidenza e del sospetto, secondo cui per il Presidente Emiliano non era necessaria una legge regionale. In Puglia, i dati ci dicono che già da tempo siamo oltre la soglia della vulnerabilità per diverse malattie, per 12 di queste in provincia di Lecce siamo infatti sotto la soglia minima di sicurezza. Inaccettabile che il Presidente della Regione, assessore alla sanità, smentisca gli stessi osservatori epidemiologici regionali oltre che dati inoppugnabili del Ministero della Salute.
Se pensiamo di mistificare la realtà come nelle processioni per combattere la peste raccontate dal Manzoni, sappiamo tutti quali saranno gli esiti nefasti. Lo è stato per la xylella, lo sarà anche con materie serissime quali quelle legate alla salute di tutti, partendo dai più piccoli. Non si gioca con la vita delle persone giusto per il gusto di rincorrere sacche nuove di elettorato intraprendendo percorsi imprevedibili, invitando sottilmente ad evadere obblighi sanciti dalla legge a tutela della comunità. Reputo altresì gravissimo l’uso di un organismo quale l’Avvocatura Regionale come mezzo armato di sostegno a teorie fantasiose e complottiste, mentre le emergenze vere sul territorio sono tante, sacrosante e spesso ignorate. Invito la politica a ritrovare il senso della sua ragion d’essere: abbiamo un compito diverso altrimenti ognuno torni a fare il proprio mestiere.

Sergio Blasi

Gli Americani ci salveranno. Atto secondo

Gli Americani ci salveranno. Atto secondo.

Di: Adriana Pulití

Al pari degli eventi di almeno sette decadi addietro, ancora una volta l’italico cuore volge speranzoso lo sguardo Oltreoceano. La ratio di fondo pare la medesima; pare.

Al di lá di banalizzazioni nel rendere fatti storici (in realtà, il popolo italiano si andava via via a liberare da sé della presenza fascista), rimane la consapevolezza di come, nel nostro Paese si indulga nella concezione individualista di un eroe che, come deus ex machina, arrivi provvidenzialmente a risolvere i nostri problemi di ordine socio politico. Questo, a detrimento, invece, di una Storia pensata ed agita da una collettività matura, non passiva, ma cosciente; la Storia secondo una concezione braudelliana. “Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?”
Si aspetta sempre e comunque un Principe; delegando. Specie se il solleone spinge al disimpegno e oblio.


E allora, tanto meglio se il nuovo Campione sia una star hollywoodiana (anche questo, forse, segno dei tempi). Tanto meglio se a piangere davanti alla Regina, ulivo millenario, si ripropongano e legittimino tesi pandemiche, legate non tanto alla ricerca di un complesso di fattori (analisi multivariata nella ricerca; analisi matura!), ma uno soltanto, assoluto come Dio…il batterio. Piú semplice da pensare.
Ci piacerebbe però che questi studi fossero una buona volta sottoposti al vaglio dell’ampia comunità scientifica.

IL GASDOTTO E IL BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA

#NoTap #ReazioneDemocratica #NoSanzioniAManifestantiPacifici

Di: Maurizio Buccarella

Maurizio Buccarella

È a suo modo felicemente singolare la coincidenza con cui il sig. Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, nella conferenza stampa tenuta ieri 3 agosto per commentare il fermo di un “anarco-insurrezionalista” abruzzese avvenuto presso un centro sociale di Roca, presidio NoTap, per un fatto accaduto a Firenze nel dicembre scorso, sia stata l’occasione per l’alto funzionario nel richiamare rappresentanti istituzionali e politici salentini in genere a stare sostanzialmente alla larga dalle manifestazioni e contestazioni -seppur pacifiche- contro i lavori per l’approdo a San Foca del gasdotto TAP e a non dare l’impressione di “schierarsi” contro le Istituzioni dello Stato, auspicando l’approfondimento della conoscenza dell’iter amministrativo e giudiziario seguito da TAP nonché le conoscenze tecnico-giuridiche relative alle autorizzazioni in essere.

La coincidenza consiste nel fatto che proprio il giorno precedente veniva pubblicata sul sito del Senato un’interrogazione parlamentare a mia prima firma, indirizzata al Ministro Minniti e quindi al suo “superiore”, relativa ai procedimenti sanzionatori attualmente in corso nei confronti di centinaia di manifestanti ed attivata dallo stesso sig. Questore, per aver preso parte a manifestazioni pacifiche dove cittadini cercavano, manifestando il dissenso all’opera, di rallentare le operazioni di trasferimento degli ulivi espiantati dal cantiere della TAP.
Queste persone rischiano fra poche settimane di vedersi recapitare ordinanze-ingiunzione prefettizie dell’importo minimo di € 2.582,28.
Nell’interrogazione richiamiamo, fra l’altro, la recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione che, ribaltando un precedente proscioglimento nei confronti dell’ex deputato dell’Udc, on.le Luca Volontè, accusato di aver ricevuto da politici azeri una TANGENTE da 2 milioni 390.000 euro per orientare il proprio voto e quello del suo gruppo come membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in favore del governo dell’Azerbaijan” nel 2013, onde evitare la stigmatizzazione in ambito europeo e internazionale della violazione dei DIRITTI UMANI nel Paese guidato da due generazioni dalla famiglia Aliyev, ha permesso l’analisi positiva da parte della Banca Europea per gli Investimenti e degli altri organismi internazionali per la concessione alla società TAP del prestito da DUE MILIARDI DI EURO per l’opera infrastrutturale, inutile e dannosa per gli interessi nazionali e del territorio salentino.
Corruzione allo stato puro e, vivaddio!, non coperta dall’insindacabilità parlamentare, come ha statuito la Cassazione.

L’aspetto “curioso” della coincidenza temporale (tutti fatti peraltro concomitanti al “tavolo tecnico di confronto” tenuto a Roma sempre ieri 3 agosto, a Palazzo Chigi, con esponenti del Governo e della società TAP -fra cui, va ricordato, il suo Country Manager condannato di fresco a sette anni e mezzo in primo grado per disastro ferroviario ) sta nel fatto che proprio nel testo dell’interrogazione parlamentare faccio riferimento, insieme agli altri senatori sottoscrittori della stessa, alla necessità che si provveda per tempo a FERMARE L’ITER SANZIONATORIO nei confronti di quei manifestanti pacifici, PROPRIO PER EVITARE che lo STATO ITALIANO (nella specie, il Governo e le sue ramificazioni territoriali chiamate a far rispettare proprio la legalità, l’ordine pubblico e la trasparenza dell’azione amministrativa) si dimostri o SIA COMUNQUE PERCEPITO come “il BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA che, pur nell’astrattamente legittimo perseguimento di propri interessi, sta impattando grandemente sul territorio salentino quantomeno a livello di dibattito politico e mediatico, con una polarizzazione di consistenti pezzi della società civile salentina che contrasta la realizzazione dell’opera del gasdotto a San Foca”, impiegando fra l’altro ingentissime risorse economiche e di lobbing, per addomesticare il consenso territoriale.

In conclusione, l’auspicio mio e di tutti gli altri Portavoce del M5S, è che il Ministro dell’Interno abbia la capacità e lucidità di non accodarsi a quello che pare essere il proposito dei suoi colleghi dei Dicasteri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Coesione Territoriale e che TUTELI, insieme alla dignità degli operatori delle FF.OO. che meriterebbero di impiegare il loro tempo ed energie a contrastare i tanti fenomeni di malaffare e non già a vedersi schierati davanti a pacifici seppur determinatissimi manifestanti che vogliono difendere il proprio territorio, LO STATO, nel suo senso più nobile di COMUNITA’ che rispetta le regole ed i principi della Costituzione.

ANNULLARE LE SANZIONI AI MANIFESTANTI PACIFICI, REPRIMERE OGNI FORMA DI VIOLENZA, TUTELARE LA LEGALITA’ A TUTTI I LIVELLI, FARE LE SCELTE INDUSTRIALI ED ENERGETICHE LIBERI DA LOBBIES ED INTERESSI PARTICOLARI E LONTANI DA OGNI OMBRA DI CORRUZIONE.

PS: qui il link dell’interrogazione che consiglio di leggere agli interessati… ne ho redatte credo poche con tanta convinzione ed accortezza…
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1040011

Oggi parliamo con “Riccardo Rella” – Presidente, SpeleoTrekkingSalento

Riccardo Rella: un illimitato amore per il Salento. 

Riccardo Rella
Riccardo Rella

Nato a Lecce il 29 gennaio 1940, sin dai primi anni del 1970 effettuò attività speleologica anche con gli scopritori della Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Il 10 ottobre del 1998 presentò in conferenza stampa,  nella sala della Provincia di Lecce, poi direttamente al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi la sua personale intuizione  relativa all’applicazione  RV3D  ovvero Realtà Virtuale tridimensionale avvolgente, semi o immersiva mirata alla fruizione turistica, 100%pulita, della Grotta dei Cervi:  la sua idea, definita dalla stampa dell’epoca “Rivoluzionaria”, ora, proiettata nel castello di Otranto, ha quasi risolto definitivamente il problema che ha arrovellato il cervello degli studiosi sin dalla scoperta. L’applicazione, suggerita dal presidente Rella, si completerebbe splendidamente se si realizzasse, nella stessa Valle dei Cervi il Maxischermo Natura nonché il suggestivo itinerario preistorico-sonoro e megalitico entrambi da lui ideati e resi pubblici (v. trekkingsalento. It).

 

Il 31 gennaio 1993, il Rella iniziò per primo, in località Ciolo di Gagliano del Capo, l’attività di Trekking nel Salento coinvolgendo, ininterrottamente, migliaia di persone a piedi, alla scoperta del territorio salentino fino all’epoca quasi letteralmente sconosciuto alle masse. Oggi, dopo l’assordante passaparola dei suoi entusiastici camminatori, la sua idea del trekking ha contribuito all’esplosione del turismo nel Salento dimostrando la validità della sua profonda passione. Tutti gli operatori turistici della Rete Capo di Leuca Network, in occasione del ventennale del trekking, in località Ciolo, gli hanno consegnato una targa di ringraziamento.

 

Da ben 14 anni, ininterrottamente, il presidente Rella ha portato avanti, con migliaia di pellegrini e camminatori, il Cammino per Leuca o Leucadense della Via dei Pellegrini, da Brindisi a Leuca attraverso 24 comuni con il preciso scopo di far dichiarare Leuca “TERMINALE E CONVERGENZA STORICO, GEOGRAFICO E SPIRITUALE DELLE VIE FRANCIGENE DEL SUD EST E D’EUROPA” . Recentemente la Regione Puglia si è pronunciata positivamente. Il presidente Rella ha scritto ed invitato i 24 comuni dell’itinerario fidei a tabellare velocemente, con la sua collaborazione diretta e sempre gratuita, il tracciato. Alcuni comuni, Torchiarolo in primis, hanno già provveduto ed il Rella chiede, cortesemente a tutti gli altri, di velocizzare la segnaletica in quanto i pellegrini stanno già arrivando e non trovando la logica progressione dei segnali rimangono perplessi e disorientati. La Via Francigena, conosciuta in tutto il mondo, parte dall’inglese Canterbury, scende per Roma, Benevento, Brindisi ed ora finalmente conclude a S. Maria di Leuca… o viceversa quale Via Romea.

Le ricettività salentine ne trarrebbero un immediato ritorno turistico. È però necessario velocizzare la segnaletica e la cosa è urgentissima. Non si può perdere ulteriore tempo. Bisogna fare presto!

ZES, le Zone Economiche Speciali

Ho letto con interesse la discussione sulle ZES, le Zone Economiche Speciali.

Incentivi alle imprese, benefici fiscali, credito d’imposta e nuovi progetti imprenditoriali per aree strategiche individuate di concerto tra i vari livelli istituzionali.


Gli interventi che verranno previsti, qualsiasi sia la delimitazione delle aree e al netto delle discussioni di campanile, saranno utili per una infrastruttura economica e fisica che però ancora una volta, pur strategica nel suo aspetto logistico, non arreca benefici concreti e basilari sulla vita delle economie territoriali e trascura presupposti irrinunciabili per tali obiettivi. La solita aspirina, il palliativo che rinuncia a curare realmente il malato.
strategic
Il governo Regionale, deputato ad un ruolo importantissimo nella definizione delle aree e degli obiettivi di rinascita economica, pur tenendo giustamente a cuore la città di Taranto e l’area brindisina con i loro sistemi portuali, non può e non deve trascurare il deficit infrastrutturale in cui versa la Puglia meridionale e di cui parliamo costantemente inchiodati e immobili in una palude politica e amministrativa da cui non si vuole evadere.

Questioni impellenti e paradossi nel governare impediscono qualsiasi reale miglioramento di questa terra isolata e destinata alla non amministrazione: si pensi al collegamento tirreno adriatico dell’alta capacità Napoli- Bari che non può e non deve fermarsi escludendo il resto delle provincie ricostruendo un muro tra il nord e il sud della Puglia; così come alla questione dei depuratori che ancora oggi nonostante i richiami europei scaricano in mare presso località premiate dalle 5 vele ed ad alto valore ambientale e paesaggistico; si pensi soprattutto al ciclo dei rifiuti che aspetta di essere definitivamente chiuso, rinviando di anno in anno la costruzione delle impiantistiche adeguate, conferendo in discarica, vessando finanziariamente i cittadini.

Di questo bisogna preoccuparsi, altrimenti ogni possibile cura economica o fiscale sarà ininfluente sul futuro sostenibile e ed economicamente solido della Puglia tutta. Abbiamo bisogno di riportare alla normalità questo pezzo di Sud che arranca ed è lontano da standard raggiunti da decenni nel resto d’Europa.

Un aeroporto strategico per l’economia e le vite dei cittadini e che serve l’intera penisola Salentina sprovvisto di un collegamento ferroviario non può definirsi Europa, è accaduto per Bari si può fare anche a Brindisi, come non è Europa l’assenza totale di un servizio pubblico su rotaia nei giorni festivi e l’assenza di un contratto di servizio che possa garantire fruibilità piena e adeguata per dodici mesi all’anno. Sergio Blasi

Prima di azioni speciali, abbiamo bisogno di azioni normali, l’abc per un paese degno di essere tra i grandi della terra.

Bisogna altrimenti amaramente considerare, ancora una volta, che a Roma come a Bari, un nord non vuole per nulla preoccuparsi di ciò che c’è più a sud, sempre più Sud.

San Basilio, tensione di notte #notap e Sindaci al presidio

MELENDUGNO (Lecce) – Notte di alta tensione a Melendugno, dove alcune centinaia di attivisti e cittadini che si oppongono alla realizzazione del gasdotto Tap hanno cercato di bloccare i mezzi della ditta incaricata di spostare gli ultimi 43 ulivi rimasti sul cantiere di San Foca. È li che dovrà approdare l’infrastruttura energetica proveniente dall’Azerbaijan ed è lì che, già nei mesi di marzo e aprile, sono state effettuate dure contestazioni da parte della popolazione contraria all’opera. I lavori veri e propri sono fermi da inizio maggio, in virtù dell’impegno della società Trans Adriatic Pipeline a non lavorare durante il periodo estivo, ma stanotte, con un blitz improvviso, i camion – scortati da una lunga colonna di mezzi blindati di polizia, carabinieri e guardia di finanza – sono tornati a Melendugno.

INCHIESTA L’ESPRESSO I segreti del Tap

Il primo blocco stradale è stato effettuato poco dopo la mezzanotte all’altezza del paese di Vernole ma è stato subito dissolto dalla massiccia presenza delle forze dell’ordine, che hanno spostato di peso alcuni manifestanti che occupavano la strada. Il secondo blocco è avvenuto all’ingresso di Melendugno, dove due camion che lavorano per Tap sono stati danneggiati da alcuni manifestanti più estremisti, che hanno tagliato le ruote e distrutto alcuni fanali.

Militarizzata la zona del presidio No Tap, costituito dal 17 marzo davanti al cantiere del gasdotto e bloccati facilmente i pochi attivisti che erano rimasti nella zona. Per raggiungere l’area, le forze dell’ordine hanno dovuto smontare le barricate che erano state innalzate nelle scorse settimane. Alla manifestazione hanno partecipato anche i sindaci di Melendugno e Martano, Marco Potì e Fabio Tarantino, nonché il vicesindaco di Melendugno, Simone Dima, che ha ribadito come nella Via rilasciata dal ministero dell’Ambiente alla multinazionale fosse stato assunto l’impegno di Tap di non lavorare durante il periodo estivo per non danneggiare la stagione turistica.

Nel corso della notte sono stati effettuati numerosi blocchi stradali, con ulteriori momenti di tensione e qualche manganellata sui manifestanti che cercavano di fermare i mezzi nei pressi della Masseria del Capitano, il sito di stoccaggio in cui saranno portati gli ulivi espiantati. All’alba il paese era ancora completamente presidiato e bloccate tutte le strade di accesso,  con deviazione del traffico dalla Regionale 8 e dalle provinciali limitrofe.

Il sindaco Potì ha sottolineato come “Tap abbia una disposizione di legge, secondo cui da giugno a settembre non si lavora sulla costa per non intralciare la stagione balneare”. “Abbiamo le marine di Melendugno piene di turisti – ha aggiunto il primo cittadino –  e qui ci sono trecento poliziotti che hanno isolato il paese. Non è possibile che accada una cosa del genere in una notte d’estate in una delle località turistiche più importanti della Puglia”.

Il sindaco ha inoltre criticato la mancata comunicazione della ripresa dei lavori: “Non riceviamo da tempo comunicazioni dalla Prefettura ne ufficiali ne informali, siamo completamente all’oscuro di ciò che avviene sul nostro territorio. Ci appelliamo al rispetto della legge e vorremmo che la rispettassero tutti, a cominciare dalla Tap”.

Fonte: http://bari.repubblica.it

Riprendere in mano il proprio destino: ritorno alla terra, alla consapevolezza.

Introducendo “Vivere senza supermercato” di Elena Tioli. Francesco Manni, Serena Fiorentino, Francesca Casaluci, Helen Centobelli, Drake S. Masciullo, Giovanni Pellegrino, Simone Russo

Una scommessa, un auspicio sortito da facili slogan o parole d’ordine che, in determinati periodi avrebbero la funzione di esorcizzare paure serpeggianti nel comune sentire?
Parrebbe di no, almeno nel felice contesto della serata indetta da Nuova Messapia, Salento Km zero e Ritorno alla Terra, per la giornata di martedì 30 maggio 2017, a Soleto (sala DNA Donna-Nuova Messapia).
Difatti, gli interventi incentrati attorno alla testimonianza di Elena Tioli, giovane mantovana – di romana adozione – assertrice della provata, esperita condizione di transfuga dal ruolo di “consumatore”, collimano, spontaneamente, verso un nuovo (?) disegno sociale, comunitario, che restituisce agli uomini il senso di una condizione esistenziale – produttiva, simbolica, relazionale – nella quale asimmetrie, ineguaglianze, subordinazioni cedono il passo ad un rapporto ecologico e responsabile con i propri simili e contesto di vita (alias Natura). “Vivere senza supermercato” è la sfida ed il suggerimento di Elena. Vivere senza pesticidi è la risposta di realtà quali Agricola Piccapane (Cutrofiano di Lecce), da almeno undici anni sul fronte della “certificazione partecipata”, della produzione orticola (ma non solo), che si fa forte delle consapevolezze e pratiche agricole di un’agricoltura naturale, onesta, “a misura d’uomo” (non scevra di difficoltà legate al superamento di atteggiamenti ancora duri a morire nel consumatore locale).

Vivere rompendo gli schemi del modello carrierista delle nostre attempate società occidentali: è quel che racconta Serena, giovane madre salentina che, come Elena, ad un certo punto della propria vita avverte le incongruenze di un “modello per la felicità” consumista e che, in un nuovo progetto di vita (questa volta sì, realmente imprenditoriale) oculato ed intelligente, ridisegna spazi e tempi per una produzione ecocompatibile, familiare, rispettosa delle colture e dei ritmi della propria vita, della propria terra. Serena torna, con la propria famiglia, attore consapevole della propria esistenza, dei legami solidali fra uomini. Perché, esattamente tale solidarietà, fra uomini, ritorna (rientrata dalla finestra della Storia) nei vissuti di questi piccoli-grandi donne e uomini, impegnati nella ricostruzione – a tutte le latitudini – del senso dello stare al mondo.

“Stare al mondo per calarsi aderentemente nel modello competitivo delle professioni, della produzione ad ogni costo?”. Sembrerebbe privo di reti di sicurezza – per quanto fascinoso, accattivante – un modello produttivo, di sviluppo che, dinanzi a singoli rovesci di fortuna, improvvisamente, lascerebbe l’individuo solo, indebolito, dinanzi alle ferree leggi del mercato, del consumo (ovvero, chi ha diritto o meno all’accesso al consumo). Tale condizione – inizialmente spiazzante, oscura – conosce Elena Tioli. “Ero una consumista”, afferma pulita, senza mezzi termini. “Non mi ero mai posta questioni legate ad un consumo critico”, continua. Il suo intervento, breve ed incisivo, ricorda come gran parte degli stessi cittadini critici ed impegnati siano, comunque, nati e cresciuti, socializzati in una società votata alla produzione. Le sue parole, oneste, focalizzano attenzione al “processo”: come un individuo, in un qualsivoglia momento della propria vita, possa acquisire consapevolezza delle aporie del “mercato”. E come tale momento, rappresenti, alle volte, una salvifica occasione da cui ricominciare. Ricominciare insieme agli altri; ricominciare intessendo modalità produttive (vedi ad es. i G.A.S., gruppi d’acquisto solidale, nei quali produttori e acquirenti si incontrano in una cornice conviviale, non meramente commerciale, aperta a dimensioni sociali e culturali) etiche, responsabili, sia nei riguardi della tutela delle risorse naturali, dei Beni Comuni, che della manodopera. “Noi ci occupiamo di sociale oltre che di agricoltura naturale” ribadisce, non a caso, la rappresentante di Luna, realtà agricola fra Seclì e Galatone.
“Noi stiamo facendo”, coniuga nei tempi opportuni Tommaso, membro della virtuosa Piattaforma locale di agricoltori nata attorno a Salento Km Zero (ma non solo), sulla soglia del varo del Manifesto comune. “Stiamo facendo: non diciamo ‘faremo’”. E tale impegno si lega, nelle sue prassi, alla difesa concreta del territorio, dal basso: nei confronti di speculazioni agite da multinazionali ed affaristi. Speculazioni che, laddove non emergano macroscopicamente come grandi opere ingegneristiche impattanti, ingenerano comunque esternalità negative per il territorio. Di inquinamento del terreno e della falda acquifera, oltre che dell’aria, parla a tal proposito Salvatore, cittadino soletano, convinto fautore del monitoraggio della prima, a carico dell’autotassazione volontaria di singoli cittadini. Nel suo racconto, Salvatore non cela il rapporto non sempre collaborativo, facilitatore di soggetti istituzionali.

Ma al di là di note, osservazioni realiste, non ingenue, la sala – ben attenta e gremita – sa accogliere, maturamente, gli input ed esperienze offerte dai relatori intervenuti. Diverse domande, considerazioni, trattenute sulle labbra, si riservano di manifestarsi nella dimensione conviviale del conseguente rinfresco – rigorosamente biologico, offerto da Agricola Piccapane e Produzione Giancane – a degno completamento dell’incontro.

Adriana Pulití