Calendario Speleo Trekking Salento di ottobre 2017

Speleo Trekking Salento 2017

DOMENICA 1 ottobre
L’ISOLA DEI CONIGLI
Ore 9.oo Catasto.ore 10.oo Bar c/o Lido “Le Dune” Porto Cesareo
Un ottimo inizio di anno trek nei Caraibi del Salento tra deliziose colline e lo splendido mare dell’ovest, arenili ed antiche torri, saliscendi, canali, lo “Scalo di furnu”. Arrivo e sosta sull’isola, allegramente, con il battello Possibile avvistare timidi conigli, fruitori di quell’isola protetta. No difficoltà. Km. 11 ca. Tiket: Taxi boat 4€ A/R. Condurrà Stefano De Donatis

DOMENICA 8 ottobre
ACAIA E LE CESINE
Ore 9.oo Catasto. Ore 10.oo Bar in piazza Castello– Acaia (Vernole)
Mare e terra, arenili, dune, canali e pantani contornati da rigogliosa profumata macchia. Ingredienti per una simpatica giornata di cammino attraverso l’Oasi protetta, le sue testimonianze ma anche le lunghe sterrate e asfaltate, che ci permetteranno di ritonificare i muscoli dopo la troppo rilassante pausa estiva. Non mancheranno cenni sul prestigioso architetto militare Giangiacomo. Solo in un breve tratto potrebbe essere necessario togliere calze e scarpe per non bagnarsi. Km 14 ca di facile. Condurrà Riccardo Rella

DOMENICA 15 ottobre
OASI DELLE API
Ore 9.oo Catasto. Ore 10.oo-alimentari e caffè. P.zza di Borgo Piave (Frigole) LE
Gradevole itinerario pianeggiante tra macchia mediterranea, uliveti, asfalto e lunghe sterrate nei pressi di Frigole, una delle marine leccesi, Alla sosta pranzo, si raggiungerà il luogo dove l’associazione. APIS -Apicoltori Pugliesi ha organizzato un campo base per la ricerca, l’osservazione e l’allevamento delle piccole, ma tanto a noi care,“dolcissime”amichette alate” dalle magliettine gialle a righe scure. Il presidente Maurizio Andrenucci ed esperti apicoltori ci inizieranno, da fuori recinto, in quel mondo spesso sconosciuto. Km 14 ca. scorrevole. Condurrà Riccardo Rella

DOMENICA 22 ottobre
LE QUATTRO COLONNE E SAN MAURO
Ore 9 Catasto. Ore 10.oo Bar Kalamaro
c/o le 4 colonne. S.Maria al Bagno (Nardò)
Un classico tra i nostri itinerari per ritrovarci dinnanzi alla antica, minuscola chiesetta bizantina arroccata sulla serra che si affaccia sul mare di Gallipoli. Un gradevole itinerario tra alti e bassi tra la Montagna spaccata tra sterrate ed asfaltate che discendono verso mare su scogliera bassa, al cospetto della Torre del Fiume con la sorgente che, speriamo, l’affianchi ancora gorgogliante.Km 14 ca. Condurrà Stefano De Donatis.

ATTENZIONE!!! Tra Sabato28/domenica 29, torna l’ora solare; lancette un’ora indietro.

GRECIA SALENTINA 29 (Melpignano)
Ore 9.oo Catasto di Lecce. Ore 10.oo Bar “Light” Piazza A. Vantaggiato- Melpignano
Sapore greco-salentino e di antiche tradizioni; avvicinamento alle accomunanti Pozzelle, alle cripte, ai megaliti ma anche alla storia della Taranta. Una passeggiata tra i ricordi delle

La nostra etica escursionistica

Ogni nostro escursionista si presenterà all’appuntamento trekking in perfetto orario.
Per la riduzione delle spese e dell’inquinamento ambientale si consiglia di mettere a disposizione degli altri la propria auto.
Chi usufruirà dell’auto altrui dovrà educatamente condividerne le spese con un contributo che terrà conto del chilometraggio.

L’escursionista, ospite nella natura, procederà con lo sguardo e con lo spirito attenti allo splendore del creato, assaporandone l’essenza, gustandolo in ammirazione profonda, cogliendone ogni sfumatura.
Non procurerà alcun danno all’ambiente e ridurrà al minimo quello inevitabilmente procurato dal proprio calpestio.
La fila indiana che ci permette di non danneggiare le colture, sarà affidata alle disposizione del Capo gruppo e, ancor più, alla saggezza sussurrata dal proprio, maturo intelletto per rispetto per il lavoro nei campi .
È inopportuno ed irriverente “tagliare” durante il percorso gli angoli dell’itinerario, esibendosi in estemporanee scorciatoie perché il Capo gruppo traccia in maniera consapevole, in considerazione dei vincoli delle proprietà e delle coltivazioni.

Tutti i nostri rifiuti biodegradabili e non, dovranno essere raccolti in un sacchetto che non dovrà mancare al seguito.

I fiori e le piante abbelliscono il contesto naturalistico. Per far loro assolvere alle diverse funzioni sarà giusto non coglierli.
Gli animali, diversi solo per forma ed evoluzione, fanno parte del nostro stesso regno: sono parte integrante del pianeta e della natura, sono vivi, soffrono come noi, assolvono alle più disparate e utili funzioni; è bello incontrarli liberi e come tali, non andranno molestati né catturali né, tantomeno, uccisi.
Solo per evitare pericoli non possiamo accettare i cani.

La socializzazione è opportuna ed assai gradita nei tantissimi momenti ove è possibile procedere in gioiosa allegria ed in piena armonia. Ogni nostro ecoescursionista è cosciente che il brusio con rispettoso buonumore, potrà tornare salutare per sé e per la natura tutta che gioisce nel sentirci passare.
Chi è con noi, nel massimo rispetto di ogni cosa, sa che in alcuni momenti è educato osservare il silenzio per non arrecare disagio alle creature che nidificano o per gustarne il loro cinguettio o cicaleccio.
Attenzione: un ciottolo fatto ruzzolare da un dirupo può trasformarsi in grave pericolo per chi avesse la sventura di trovarsi più in basso.
Il fuoco dovrà essere accuratamente spento. Per formare un bosco occorrono centinaia di anni, per generare un piromane basta un istante di inconsapevole ma stupida follia.

Per aderire alle nostre iniziative potrai compilare lo stampato predisposto, rivolgendoti al dr. Antonio Perulli. Contributo alle spese, stagione 2017-2018, €. 50,00 comprensivo di iscrizione ed assicurazione CSI. Ai fini assicurativi sarà necessario indossare calzature da trekking. DA SUBITO OBBLIGATORIO IL CERTIFICATO MEDICO PER ATTIVITA’ NON AGONISTICA.

Rete dei Cammini
Centro sportivo italiano

—–I motti di Riccardo—–
“Amare, proteggere, penetrare le origini”

“In un mondo che tende a dividere SpeleoTrekking aggrega”

“La banalità del vistoso ed effimero apra alla nobile dignità dell’essenziale”

“L’immaturità matura con la maturità”

“Il fico è gustosissimo perché assume il sapore della sua compagna”

“L’occhio (no l’ozio) è il padre dei vizi”

VENTENNALE di SpeleoTrekking
1997/2017. Si ricomincia!!!

SpeleoTrekkingSalento
V.le Gallipoli 18, LECCE ww: trekkingsalento.it
e-mail: [email protected]
Tel. 333-3051934- Riccardo Rella
330-941739- Antonio Perulli

Trekking settimanale da ottobre a maggio 2018-

I NOSTRI GRANDI TREKKING STORICI
“Cammino Leucadense” da Brindisi a Leuca. Come da noi voluto, ininterrottamente, da 14 anni ed ora confermato, anche, dalla Regione Puglia, LEUCA diventa “Terminale oltre che Convergenza delle Vie Francigene nel sud e d’Europa”. Km146, 6 tappe: aprile/maggio 2018.
“Leuca Terminale Francigeno, ora, ha un nome:
Riccardo Rella e SpeleoTrekkingSalento”

*TranSalentina del Sole” Ponte della Fratellanza* Marcia istmica Otranto-Gallipoli
unica tappa di 50 km. Decennale: Aprile 2018.

-OTTOBRE 2017-
Desideri ritrovarti in compagnia di amici, incontrare tantissime nuove persone, camminare insieme respirare aria pulita e socializzando in serenità?
L’Ass. SpeleoTrekkingSalento
“pioniera in Terra d’Otranto”, ti attende.
Con il presidente Riccardo Rella, sin dal 31-01-1993, il padre del trekking-Hiking nel Salento, il trekking è settimanale e completato dalla saggia amministrazione del vice dott. Antonio Perulli, dalla lodevole professionalità del ricercatore storico prof. Ezio Sarcinella, dalla continua disponibilità al rilevamento Gps della prof.ssa Silvana De Castro, dalla competenza del web master Andrea Nicolini, dalla collaborazione delle guide: Silvia C. e Carlo B, Fernando A. Gigi G. Stefano. DD.
Antonio R. Emanuele C. Donato M. Cosimo A. Silvestro M. e di tutti i nostri inarrestabili trekkers.

PER PRIMI, FIN DAL 31 GENNAIO 1993, CONTINUIAMO A CALCARE E IRRADIARE ININTERROTTAMENTE E CAPILLARMENTE, CON ASSORDANTE PASSAPAROLA, LA TERRA SALENTINA NEL MONDO, ALL’EPOCA, QUASI LETTERALMENTE SCONOSCIUTA ALLE MASSE, DA QUELLA DATA, IL RITORNO TURISTICO, CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, HA SUPERATO OGNI NOSTRA ASPETTATIVA. NE SIAMO FIERI !

STS SpeleoTrekkingSalento
Una palestra aperta nella magia, ammirazione e bellezza del territorio, nel rispetto totale del creato; quello che ti ci vuole per ammortizzare, per un po’, i problemi quotidiani, per convivere bene con te stesso e con gli altri. Zainetto in spalla e…via!
Scarpette comode gommate, Jeans lunghi, acqua, colazione, k-way o ombrellino retrattile
Non rimanere indietro, non perderti durante il cammino ma, se dovesse succedere, chiama i nostri numeri. A fine escursione verremo a riprenderti. In caso di pioggia, alla partenza, l’escursione verrà rinviata.

XYLELLA? NON SOLO. Riflessioni di Riccardo Rella

Da 24 anni portiamo avanti, rispettosamente, il trekking alla conoscenza di tutto il territorio Salento con al seguito tantissimi camminatori. Da anni ci viene spontanea una domanda angosciante: – Dove sono finite tutte quelle deliziose creaturine alate che sorvolavano incessantemente le nostre teste? Che fine hanno fatto quei tantissimi passerotti, cinciallegre, pettirossi e capinere che volteggiavano, si posavano e beccavano sugli alberi? Sono spariti tutti! – Quegli uccelletti, prettamente insettivori, non si accanivano contro i tronchi degli alberi ma trovavano loro giusto e unico sostentamento cibandosi di parassiti, insetti vettori di patologie, nel giusto equilibrio naturale. Non più gioia nel vederli svolazzare nelle campagne; ora solo qualche gazza, qualche falchetto o ùpupa! Quei graziosi amichetti si posavano sui rami e per loro sopravvivenza, liberavano gli alberi da insetti e da vari patogeni come la sputacchina che veicolerebbe il batterio della xylella fastidiosa e che sta provocando, ormai, da anni, il disseccamento degli ulivi, le spettacolari sculture vegetali di casa nosta.

Quanto provocato dall’uomo ha innescato un risultato non più controllabile; ha privato le piante delle difese naturali, creando squilibrio negli incontestabili, plurimillenari progetti evolutivi di Madre Natura, dando la possibilità ai batteri di diffondersi tranquillamente. Per ovviare al danno si è pensato, con estrema ratio, di irrorare veleni, di espiantare e addirittura, di trasferire quei venerabili ultracentenari.

Si è innescato, così, un ulteriore, micidiale effetto domino tra quegli alberi, tra il piano campagna ed il carsismo epigeo ed ipogeo; una percolazione di veleni, rifiuti, piombo, discariche nelle fessurazioni superficiali e profonde che stanno inquinando pozzi e falde e per logica conseguenza, anche il mare. La situazione sta diventando sempre più pericolosa, non solo per gli ulivi; il minuscolo Sapiens, indisturbato, ritenendosi padrone di tutto e di poter fare e disfare, egoisticamente, subisce, piange e poi si dispera. Finge di accorgersi, purtroppo, solo a posteriori, dei gravissimi, irreversibili danni che stanno modificando, sempre più velocemente, l’equilibrio atmosferico ed idrogeologico del pianeta ed il diretto rapporto con il suo sole; per ultimo, l’allucinante “giochetto con i missili a testata nucleare verso l’autentica pace nel mondo”.

Lecce 16 settembre 2017
 Il presidente

Riccardo Rella

TAP: L’INCHIESTA CHE LA FA TREMARE

L’inchiesta che fa tremare il Tap
15 SETTEMBRE 2017 / ELENA GEREBIZZA

Lunedì 11 settembre alcuni più grandi giornali europei, tra gli altriThe Guardian (Regno Unito),Süddeutsche Zeitung (Germania) eLe Monde (Francia), hanno pubblicato l’inchiesta della rete di giornalismo investigativo OCCRPAzerbaijani Laundromat. Il reportage racconta delle 16mila operazioni bancarie realizzate da quattro società registrate nel Regno Unito, ma controllate da offshore anonime, che hanno fatto transitare in Europa circa 2,5 miliardi di euro che secondo i giornalisti sarebbero riconducibili a businessman e al governo dell’Azerbaigian.

Le operazioni bancarie – il database completo è scaricabilequi – sono avvenute tra il 2012 e il 2014. Oltre all’acquisto di beni di lusso – immobili, gioielli, automobili, vestiti di alta moda, al pagamento di tasse universitarie e spese dentistiche – comprendono anche il pagamento di parcelle da centinaia di migliaia di euro a giornalisti e politici europei.

Tra questi, il tedesco Eduard Lintner, ex parlamentare e sottosegretario di Stato della CSU (alleato della CDU di Angela Merkel). Fino al 2010, Lintner è stato vice-presidente del Comitato per i diritti umani e membro delComitato monitoraggio dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Nel 2009 ha fondato la Società per la promozione delle relazioni tra Germania e Azerbaigian (GEFDAB), con sede a Berlino, una delle diverse realtà che svolgono attività di lobby pro-Azerbaigian nate negli stessi anni in diversi paesi europei. Secondo le informazioni pubblicate da OCCRP, tra il 2012 e il 2014 Lintner avrebbe ricevuto 758.500 euro da due delle quattro società monitorate, la Metastar Invest LLP e la Hilux Services LLP. Il politico tedesco ha dichiarato alla Suddeutsche Zeitung che i soldi sarebbero stati versati dalla Association for Civil Society Development in Azerbaijan (ACSDA), un’organizzazione non governativa guidata da Elkhan Suleymanov, parlamentare di Baku e membro dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa (PACE).

Tra il 2012 e il 2014, le stesse società avrebbero versato 425mila euro su due conti correnti intestati a Kalin Mitrev, delegato dal governo della Bulgaria a rappresentare il suo Paese nell’esecutivo della Banca  Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD). Mitrev sarebbe al centro di un’indagine aperta dall’esecutivo di Sofia  in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta sul The Guardian.

Anche sua moglie,  Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco e  candidata nel 2016 a Segretario Generale dell’Onu, qualche anno fa sarebbe finita nell’occhio del ciclone fa in seguito all’acquisto di proprietà immobiliari a New York, Londra e Parigi per importi superiori alle sue entrate per diversi milioni. Gli acquisti sarebbero avvenuti tra il 2012 e il 2014, come denunciato dalle inchieste della rete di giornalismo investigativo bulgara Bivol.

Il presidente dell’Azerbaijan’Ilham Aliyev

Che cosa c’entra il TAP?

Come segnalato al The Guardiancon una lettera firmata anche da Re:Common,  c’è una pezzo che andrebbe aggiunto in questa mega inchiesta internazionale. Mancacioè il quadro degli interessi dell’Azerbaigian, che potrebbero spiegare un dispiego così massiccio di risorse.

Primo, non è la prima volta che sentiamo nominare le quattro società attraverso cui sono transitati i miliardi di euro dell’inchiesta Azerbaijani Laundromat. I loro nomi li avevamo letti in diversi  articoli del TheGuradian (, 2). Si tratta insomma delle stesse società parte dell’indagine per corruzione internazionale e riciclaggio di denaro a carico di Luca Volontè, quelle tramite cui sarebbero transitati i soldi diretti a lui e su cui ha indagato la procura di Milano.

Secondo, proprio tra il 2012 e il 2014 venivano prese a livello europeo diverse decisioni che riguardavano l’Azerbaigian e le future relazioni economiche con i paesi membri dell’Unione Europea.Ne ha parlato Report con l’inchiestaCaviar Democracyuscita lo scorso dicembre, che avevamo ripreso anche noi inquesto articolo.

Terzo, in seguito alla bocciatura del Rapporto Strasser nell’ambito del Consiglio d’Europa, che riguardava le violazioni dei diritti umani in Azerbaigian, e alla “scelta” del TAP e del resto del Corridoio Sud del gas come “Progetti di interesse comune” dalla Commissione europea, la russa Lukoil ha ricevuto il primo prestito per avviare la seconda fase di esplorazione del giacimento di Shah Deniz in Azerbaigian da parte della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Quella dove Kalin Mitrev è uno dei direttori esecutivi (ovvero tra i delegati dei governi che non solo decidono in merito ai prestiti, ma orientano anche le aree di interesse della Banca).

Coincidenze? Può essere. Di certo se Danske Bank ha avviatoun’indagine interna sulla sua filiale in Estonia dove è transitato il fiume di denaro distribuito poi un po’ ovunque, forse qualche dubbio sulla limpidezza delle transazioni c’è. E se una parte dei soldi versati dall’Azerbaigian nelle quattro società proviene dalla principale banca di sviluppo pubblica del Paese, l’International Bank of Azerbaijan (di cui abbiamo parlatoqui,  allora anche le istituzioni europee dovrebbero porsi alcune domande.

A ottobre infatti sia la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo che la Banca europea degli investimenti si preparano a decidere su due mega prestiti per il Corridoio sud: 2 miliardi per il TAP e  1,5 miliardi per il TANAP. Il governo dell’Azerbaigian è azionista di maggioranza di entrambi i progetti, e sapere che istituzioni pubbliche partecipate dal governo azero versano cifre a sei e più zeri in società anonime sospettate di essere veicoli per riciclaggio di soldi, o corruzione internazionale, non è proprio una bel biglietto da visita.

Fonte: https://comune-info.net/2017/09/linchiesta-tremare-tap/

Corea del Nord, sgancia bomba a idrogeno: terremoto 6.4. Reazione internazionale

Più che un timore, era un inucbo. Diventato realtà: Kim Jong-un ha lanciato un nuovo test atomico, il sesto. Il più devastante di sempre, tanto che ha provocato un terremoto 6.3 che ha scosso la Corea del Nord. L’ultima provocazione, probabile preludio all’inizio delle manovre militari contro Pyongyang di Stati Uniti e Seul. La conferma del test è arrivata dal governo della Corea del Sud: il presidente Moon jae-in ha convocato il Consiglio di sicurezza e l’esercito ha innalzato il livello d’allerta predisponendo l’attivazione del “team di risposta” alla minaccia atomica. Ci si prepara alla guerra, quella vera.

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/08/11/corea-del-nord-kim-jong-un-non-e-pazzo-e-sta-mettendo-nel-sacco-usa-e-/35191/

Dal Giappone, il premier Shinzo Abe afferma che il Paese “non può tollerare” un altro test nucleare di Kim. Dunque ha spedito in volo i jet a cercare le possibile radiazioni: il test era talmente potente che potrebbe avere conseguenze su tutta l’area. Anche la Cina avrebbe fatto sorvolare i sui jet al confine nordcoreano: un gesto senza alcun precedente, poiché la Cina ha sempre cercato di “proteggere” il regime comunista. Ma il terremoto causato dal test nucleare ha fatto tremare anche il Nordest del Dragone, e questo non può essere tollerato.

Il mondo, insomma, è in allarme. E lo era già prima ancora che il pazzo nordcoreano intraprendesse un secondo, devastante, test (ammesso che fosse un test): un secondo terremoto 4.6, infatti, è stato registrato nello stesso sito. Due test oppure il secondo sisma è stato una conseguenza della prima esplosione e del primo terremoto? Questo, ancora non è chiaro. In uno scenario drammatico, c’è anche chi lancia un altro terrificante allarme: è possibile il crollo del tunnel nel sito di Punggye-ri, con il conseguente rischio di fuga di radiazioni.

Di sicuro, c’è che la Corea del Nord ha effettuato il test nucleare più grande di sempre. Una sorta “risposto alla grande prova di forza e coordinamento dimostrata da americani, coreani e giapponesi”, ha sottolineato interpellato dalla Cnn l’ex attaché militare degli Usa, Rick Francona. Il militare si riferiva a una esercitazione a colpi di jet e lanci di bombe al confine, intrapresa dopo l’ultimo sorvolo di un Hwasong-12 sul Giappone. Esercitazione voluta proprio per mettere pressione a Kim Jong-un, il quale però continua a provocare e a soffiare sul fuoco. In quest’ultmo test, la potenza del terremoto è compatibile con l’esplosione di una bomba a idrogeno, ancor più devastante rispetto agli ordigni nucleari. E, anzi, il fatto che si trattasse almeno di una bomba a idrogeno viene dato per certo dalle intelligence.

La cosiddetta bomba H, quella all’idrogeno appunto, è in grado di provocare un’esplosione termonucleare. I nordcoreani giurano che potrebbe valere “da dieci a centinaia di chilotoni” di potenza ed è pronta a essere “miniaturizzata” su un missile intercontinentale: come i due Hwasong-14 capaci di raggiungere gli Stati Uniti testati a luglio.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13227730/corea-del-nord-sesto-test-nucleare-bomba-idrogeno-terremoto.html

Emiliano Ambiguo e Allarmante di: Sergio Blasi

Le dichiarazioni allarmanti e ambigue del presidente Emiliano impongono un intervento chiaro nel ribadire sull’obbligo vaccinale quello che il Consiglio Regionale ha già dichiarato con un ordine del giorno. L’iter regionale per l’obbligo si fermò solo perché gli ordini legislativi gerarchici imponevano precedenza alla normativa nazionale approvata dal Parlamento. In quella circostanza chiara la posizione dei consiglieri della maggioranza sostenuta anche da parte delle opposizioni.
Invito il Capogruppo Campo a prendere posizione ferma e chiara nei confronti di una folle ed ambigua escalation di affermazioni che umiliano le istituzioni politiche e gli stessi organismi scientifici di monitoraggio, mettendo a rischio la salute dei pugliesi.

Emiiano e Blasi. Nella foto di: Affari Italiani

Non regge il discorso dell’effetto boomerang, della diffidenza e del sospetto, secondo cui per il Presidente Emiliano non era necessaria una legge regionale. In Puglia, i dati ci dicono che già da tempo siamo oltre la soglia della vulnerabilità per diverse malattie, per 12 di queste in provincia di Lecce siamo infatti sotto la soglia minima di sicurezza. Inaccettabile che il Presidente della Regione, assessore alla sanità, smentisca gli stessi osservatori epidemiologici regionali oltre che dati inoppugnabili del Ministero della Salute.
Se pensiamo di mistificare la realtà come nelle processioni per combattere la peste raccontate dal Manzoni, sappiamo tutti quali saranno gli esiti nefasti. Lo è stato per la xylella, lo sarà anche con materie serissime quali quelle legate alla salute di tutti, partendo dai più piccoli. Non si gioca con la vita delle persone giusto per il gusto di rincorrere sacche nuove di elettorato intraprendendo percorsi imprevedibili, invitando sottilmente ad evadere obblighi sanciti dalla legge a tutela della comunità. Reputo altresì gravissimo l’uso di un organismo quale l’Avvocatura Regionale come mezzo armato di sostegno a teorie fantasiose e complottiste, mentre le emergenze vere sul territorio sono tante, sacrosante e spesso ignorate. Invito la politica a ritrovare il senso della sua ragion d’essere: abbiamo un compito diverso altrimenti ognuno torni a fare il proprio mestiere.

Sergio Blasi

Gli Americani ci salveranno. Atto secondo

Gli Americani ci salveranno. Atto secondo.

Di: Adriana Pulití

Al pari degli eventi di almeno sette decadi addietro, ancora una volta l’italico cuore volge speranzoso lo sguardo Oltreoceano. La ratio di fondo pare la medesima; pare.

Al di lá di banalizzazioni nel rendere fatti storici (in realtà, il popolo italiano si andava via via a liberare da sé della presenza fascista), rimane la consapevolezza di come, nel nostro Paese si indulga nella concezione individualista di un eroe che, come deus ex machina, arrivi provvidenzialmente a risolvere i nostri problemi di ordine socio politico. Questo, a detrimento, invece, di una Storia pensata ed agita da una collettività matura, non passiva, ma cosciente; la Storia secondo una concezione braudelliana. “Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?”
Si aspetta sempre e comunque un Principe; delegando. Specie se il solleone spinge al disimpegno e oblio.


E allora, tanto meglio se il nuovo Campione sia una star hollywoodiana (anche questo, forse, segno dei tempi). Tanto meglio se a piangere davanti alla Regina, ulivo millenario, si ripropongano e legittimino tesi pandemiche, legate non tanto alla ricerca di un complesso di fattori (analisi multivariata nella ricerca; analisi matura!), ma uno soltanto, assoluto come Dio…il batterio. Piú semplice da pensare.
Ci piacerebbe però che questi studi fossero una buona volta sottoposti al vaglio dell’ampia comunità scientifica.

IL GASDOTTO E IL BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA

#NoTap #ReazioneDemocratica #NoSanzioniAManifestantiPacifici

Di: Maurizio Buccarella

Maurizio Buccarella

È a suo modo felicemente singolare la coincidenza con cui il sig. Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, nella conferenza stampa tenuta ieri 3 agosto per commentare il fermo di un “anarco-insurrezionalista” abruzzese avvenuto presso un centro sociale di Roca, presidio NoTap, per un fatto accaduto a Firenze nel dicembre scorso, sia stata l’occasione per l’alto funzionario nel richiamare rappresentanti istituzionali e politici salentini in genere a stare sostanzialmente alla larga dalle manifestazioni e contestazioni -seppur pacifiche- contro i lavori per l’approdo a San Foca del gasdotto TAP e a non dare l’impressione di “schierarsi” contro le Istituzioni dello Stato, auspicando l’approfondimento della conoscenza dell’iter amministrativo e giudiziario seguito da TAP nonché le conoscenze tecnico-giuridiche relative alle autorizzazioni in essere.

La coincidenza consiste nel fatto che proprio il giorno precedente veniva pubblicata sul sito del Senato un’interrogazione parlamentare a mia prima firma, indirizzata al Ministro Minniti e quindi al suo “superiore”, relativa ai procedimenti sanzionatori attualmente in corso nei confronti di centinaia di manifestanti ed attivata dallo stesso sig. Questore, per aver preso parte a manifestazioni pacifiche dove cittadini cercavano, manifestando il dissenso all’opera, di rallentare le operazioni di trasferimento degli ulivi espiantati dal cantiere della TAP.
Queste persone rischiano fra poche settimane di vedersi recapitare ordinanze-ingiunzione prefettizie dell’importo minimo di € 2.582,28.
Nell’interrogazione richiamiamo, fra l’altro, la recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione che, ribaltando un precedente proscioglimento nei confronti dell’ex deputato dell’Udc, on.le Luca Volontè, accusato di aver ricevuto da politici azeri una TANGENTE da 2 milioni 390.000 euro per orientare il proprio voto e quello del suo gruppo come membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in favore del governo dell’Azerbaijan” nel 2013, onde evitare la stigmatizzazione in ambito europeo e internazionale della violazione dei DIRITTI UMANI nel Paese guidato da due generazioni dalla famiglia Aliyev, ha permesso l’analisi positiva da parte della Banca Europea per gli Investimenti e degli altri organismi internazionali per la concessione alla società TAP del prestito da DUE MILIARDI DI EURO per l’opera infrastrutturale, inutile e dannosa per gli interessi nazionali e del territorio salentino.
Corruzione allo stato puro e, vivaddio!, non coperta dall’insindacabilità parlamentare, come ha statuito la Cassazione.

L’aspetto “curioso” della coincidenza temporale (tutti fatti peraltro concomitanti al “tavolo tecnico di confronto” tenuto a Roma sempre ieri 3 agosto, a Palazzo Chigi, con esponenti del Governo e della società TAP -fra cui, va ricordato, il suo Country Manager condannato di fresco a sette anni e mezzo in primo grado per disastro ferroviario ) sta nel fatto che proprio nel testo dell’interrogazione parlamentare faccio riferimento, insieme agli altri senatori sottoscrittori della stessa, alla necessità che si provveda per tempo a FERMARE L’ITER SANZIONATORIO nei confronti di quei manifestanti pacifici, PROPRIO PER EVITARE che lo STATO ITALIANO (nella specie, il Governo e le sue ramificazioni territoriali chiamate a far rispettare proprio la legalità, l’ordine pubblico e la trasparenza dell’azione amministrativa) si dimostri o SIA COMUNQUE PERCEPITO come “il BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA che, pur nell’astrattamente legittimo perseguimento di propri interessi, sta impattando grandemente sul territorio salentino quantomeno a livello di dibattito politico e mediatico, con una polarizzazione di consistenti pezzi della società civile salentina che contrasta la realizzazione dell’opera del gasdotto a San Foca”, impiegando fra l’altro ingentissime risorse economiche e di lobbing, per addomesticare il consenso territoriale.

In conclusione, l’auspicio mio e di tutti gli altri Portavoce del M5S, è che il Ministro dell’Interno abbia la capacità e lucidità di non accodarsi a quello che pare essere il proposito dei suoi colleghi dei Dicasteri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Coesione Territoriale e che TUTELI, insieme alla dignità degli operatori delle FF.OO. che meriterebbero di impiegare il loro tempo ed energie a contrastare i tanti fenomeni di malaffare e non già a vedersi schierati davanti a pacifici seppur determinatissimi manifestanti che vogliono difendere il proprio territorio, LO STATO, nel suo senso più nobile di COMUNITA’ che rispetta le regole ed i principi della Costituzione.

ANNULLARE LE SANZIONI AI MANIFESTANTI PACIFICI, REPRIMERE OGNI FORMA DI VIOLENZA, TUTELARE LA LEGALITA’ A TUTTI I LIVELLI, FARE LE SCELTE INDUSTRIALI ED ENERGETICHE LIBERI DA LOBBIES ED INTERESSI PARTICOLARI E LONTANI DA OGNI OMBRA DI CORRUZIONE.

PS: qui il link dell’interrogazione che consiglio di leggere agli interessati… ne ho redatte credo poche con tanta convinzione ed accortezza…
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1040011

Quando la scienza è schiava dell’economia

Quando la scienza è schiava dell’economia
di: Agostino Di Ciaula
Vivo e lavoro nel mezzogiorno d’Italia e fuori da ambienti universitari, non ho accesso a fondi di ricerca, non ho finanziatori, non pubblico su commissione né su riviste a pagamento e la mia attività scientifica non mi dà da vivere.
Agostino Di Ciaula
Nonostante questo ho pubblicato circa 50 lavori scientifici su riviste internazionali “quotate” oltre a lavori su riviste nazionali, libri e capitoli di libro. Ho acquisito nel corso degli anni credibilità scientifica a livello internazionale, collaboro (sempre a titolo gratuito) con altri ricercatori nazionali e internazionali e sono revisore per conto di numerose riviste scientifiche. Certo, non vincerò mai il Nobel e probabilmente non pubblicherò mai su “Nature” ma mi sento privilegiato rispetto a molti che, non solo in Italia, fanno ricerca per campare. Questi sono spesso costretti a seguire non le linee di studio che veramente gli interessano ma quelle che portano soldi al proprio centro, a cercare non idee ma committenti, a fabbricare lavori per far progredire non la scienza ma la propria carriera e, in alcuni casi, persino a sconfinare nel conflitto di interesse.
Per fortuna non è sempre così ma è così spesso.
Lo Stato, che dovrebbe essere il grande garante del bene pubblico e del nostro futuro, ha stretto già da tempo i cordoni della borsa per quanto riguarda la ricerca scientifica, rendendosi garante di altro e per altri.
Per contro pubblico lavori sulle relazioni tra ambiente e salute e questo mi mette in una posizione molto scomoda, al centro non solo di un aspro dibattito scientifico ma anche del fuoco incrociato di interessi economici e politici. Mi crea ostacoli e difficoltà (anche di vita), mi espone a rischi e spesso mi fa trovare davanti a comportamenti scorretti e maliziosi. Un piccolissimo esempio di quello che sta accadendo, molto più in grande, nell’America di Trump, dove è in corso una vera e propria caccia alle streghe, con rappresaglie e tagli a mani basse rivolti a chiunque voglia occuparsi in maniera concreta di variazioni climatiche, di protezione dell’ambiente e di rapporti tra ambiente e salute.
Tutto questo accade perché anche la scienza è stata posta in posizione subalterna rispetto all’economia e, di conseguenza, alla politica.
L’indirizzo conclamato è ormai quello di studiare e ricercare, quando lo consentono, per produrre avanzamenti non tanto nelle conoscenze scientifiche quanto nel PIL. Non per conquistare nuove verità scientifiche ma per consolidare posizioni economiche e di potere.
In ambito medico si continua a credere che le malattie siano figlie della sfortuna, continuando ad ignorare la prevenzione primaria e i meccanismi con i quali gli effetti di quello stesso PIL ci stanno modificando il DNA e le sue modalità di espressione. Questo è stata la scienza a scoprirlo ma è l’economia ad ignorarlo.
Tutto questo ha effetti distruttivi non solo sulla scienza ma sull’intera umanità.
Tutto questo genera diffidenza e mancanza di fiducia sia nella scienza che nelle istituzioni, che ormai si parlano sempre meno, come avviene di solito tra chi comanda e chi ubbidisce.
Tutto questo, in ambito sanitario, spinge la gente a rifiutare percorsi terapeutici consolidati per rivolgersi a schifosi speculatori, ad attribuire maggiore autorevolezza ad un blogger o ad un venditore di fumo piuttosto che ad uno scienziato.
Tutto questo spinge a ricorrere all’autoritarismo ed agli scontri frontali, invece che all’autorevolezza e al dialogo.
Sarebbe opportuno fermarsi e interrogarsi su come abbiamo fatto per arrivare a questo punto e, soprattutto, cosa possiamo fare per uscirne.

Corri a Lecce – Seconda Maratona del Barocco

Corri a Lecce, giunge alla sua seconda edizione, avrà data il 26/11/2017. (start alle ore 9.00)

In questo  anno si è provveduto a rivedere il percorso, ad inserire un maggior numero di punti ristoro, ad aumentare i ristori solidi e creato un circuito di collaborazioni con scuole ed associazioni del territorio per gli eventi di contorno alla manifestazione.

Il percorso si presenta quasi completamente piatto ed adatto alla ricerca del proprio personale, oppure al battesimo della prima Maratona, inoltre l’intero percorso è su asfalto senza pezzi di sterrato, consentendo una corsa fluida.

Si farà vivere sia la città, con un giro cittadino vicino ai monumenti del Barocco Leccese, che le zone limitrofe alla città con la visione degli ulivi secolari e la macchina mediterranea, una giusto mix fra natura e cultura.

Presentiamo inoltre la novità della staffetta promozionale.

Sarà possibile correre la maratona a coppie di atleti che si divideranno la lunghezza della corsa in due frazioni da mezza maratona per ciascuno.

Sara garantito il confronto cronometrico per singola frazione e quello dell’intera coppia.

A completare l’offerta di sport sarà inserita la nostra tradizionale gara non agonistica di 10 km dal nome “Corri e Cammina nel Barocco”.

Con questo insieme di eventi si è cercato di creare un evento capace di soddisfare tutto il popolo dei Runner.

Ricercata la massima cura anche nella medaglia.

Il primo concorso artistico indetto fra i licei e scuole artistiche ha dato vita alla medaglia da finisher che consegneremo a  tutti i Maratoneti e Staffettisti.

Fino al 30 settembre vi è la possibilità di iscriversi con una tariffa agevolata.

www.corrialecce.com

Oggi parliamo con “Riccardo Rella” – Presidente, SpeleoTrekkingSalento

Riccardo Rella: un illimitato amore per il Salento. 

Riccardo Rella
Riccardo Rella

Nato a Lecce il 29 gennaio 1940, sin dai primi anni del 1970 effettuò attività speleologica anche con gli scopritori della Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Il 10 ottobre del 1998 presentò in conferenza stampa,  nella sala della Provincia di Lecce, poi direttamente al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi la sua personale intuizione  relativa all’applicazione  RV3D  ovvero Realtà Virtuale tridimensionale avvolgente, semi o immersiva mirata alla fruizione turistica, 100%pulita, della Grotta dei Cervi:  la sua idea, definita dalla stampa dell’epoca “Rivoluzionaria”, ora, proiettata nel castello di Otranto, ha quasi risolto definitivamente il problema che ha arrovellato il cervello degli studiosi sin dalla scoperta. L’applicazione, suggerita dal presidente Rella, si completerebbe splendidamente se si realizzasse, nella stessa Valle dei Cervi il Maxischermo Natura nonché il suggestivo itinerario preistorico-sonoro e megalitico entrambi da lui ideati e resi pubblici (v. trekkingsalento. It).

 

Il 31 gennaio 1993, il Rella iniziò per primo, in località Ciolo di Gagliano del Capo, l’attività di Trekking nel Salento coinvolgendo, ininterrottamente, migliaia di persone a piedi, alla scoperta del territorio salentino fino all’epoca quasi letteralmente sconosciuto alle masse. Oggi, dopo l’assordante passaparola dei suoi entusiastici camminatori, la sua idea del trekking ha contribuito all’esplosione del turismo nel Salento dimostrando la validità della sua profonda passione. Tutti gli operatori turistici della Rete Capo di Leuca Network, in occasione del ventennale del trekking, in località Ciolo, gli hanno consegnato una targa di ringraziamento.

 

Da ben 14 anni, ininterrottamente, il presidente Rella ha portato avanti, con migliaia di pellegrini e camminatori, il Cammino per Leuca o Leucadense della Via dei Pellegrini, da Brindisi a Leuca attraverso 24 comuni con il preciso scopo di far dichiarare Leuca “TERMINALE E CONVERGENZA STORICO, GEOGRAFICO E SPIRITUALE DELLE VIE FRANCIGENE DEL SUD EST E D’EUROPA” . Recentemente la Regione Puglia si è pronunciata positivamente. Il presidente Rella ha scritto ed invitato i 24 comuni dell’itinerario fidei a tabellare velocemente, con la sua collaborazione diretta e sempre gratuita, il tracciato. Alcuni comuni, Torchiarolo in primis, hanno già provveduto ed il Rella chiede, cortesemente a tutti gli altri, di velocizzare la segnaletica in quanto i pellegrini stanno già arrivando e non trovando la logica progressione dei segnali rimangono perplessi e disorientati. La Via Francigena, conosciuta in tutto il mondo, parte dall’inglese Canterbury, scende per Roma, Benevento, Brindisi ed ora finalmente conclude a S. Maria di Leuca… o viceversa quale Via Romea.

Le ricettività salentine ne trarrebbero un immediato ritorno turistico. È però necessario velocizzare la segnaletica e la cosa è urgentissima. Non si può perdere ulteriore tempo. Bisogna fare presto!