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La Stammelluti risponde a Feltri: “Le spiego perché non meritiamo il suo livore”

“Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata” – Vittorio Feltri, Libero – 19 aprile 2020
Feltri ma perché tutto questo livore? Perché la sua non è solo antipatia, vero?
Perché ci augura una brutta fine, dicendo che ce la meritiamo?
Lei ogni giorno ce l’ha con qualcuno, oggi è (ancora una volta perché lei è recidivo) turno del sud, come se al sud non ci fosse la volontà di tornare al lavoro, perché sa, lavoriamo anche noi e anche noi ci guadagniamo onestamente il pane, che scarseggia ovunque, caro collega. Anche da noi le aziende hanno dovuto sospendere le attività, mettere i dipendenti in cassa integrazione, e anche da noi i pochi risparmi sono ormai finiti.
No, Feltri, non passiamo le nostre giornate a suonare il mandolino, e non siamo manutengoli, non partecipiamo ad azioni illecile, non siamo ingordi, non siamo avidi e non ci piace affatto giocare e ce la caviamo ancora benissimo, perché il sud produce e anche bene ma viene considerato da molto tempo, figlio di un dio minore, anche se abbiamo eccellenze enogastronomiche, eccellenze nel campo della medicina (vedasi le prestazioni dell’ospedale Cutugno di Napoli dove si è gestita l’emergenza coronavirus in una maniera impeccabile) o il turismo in Puglia, dove ci sono sindaci come Antonio Decaro che ha ripulito la città di Bari e l’ha resa confortevole, vivibile, e dove si lavora alacremente per i bisogni dei più deboli.
Se in questa emergenza non fossero venuti nel “nobile nord” giovani medici e infermieri del sud, non ce l’avreste fatta.
Non le fa onore Feltri, sputare così tanto veleno sul sud dove facciamo da sempre più fatica a tenere in piedi le aziende per più di un motivo; pensavo fossero noti ma mi viene in dubbio che in lei ci sia qualche lacuna anche storica, oltre che di economia politica. E allora mi permetta di farle una piccola lezioncina sul sud e sul suo caro nord.
Lo faccio dal mio umile ruolo di giornalista, donna orgogliosamente del sud, che nasce in Puglia, vive in Calabria e lavora in Sicilia.
La questione meridionale nacque con l’annessione del Regno delle due Sicilie con il Regno di Sardegna con una guerra non dichiarata, per unificare l’Italia e ci furono deportazioni, stragi, carcerazioni in massa per centinaia di migliaia di persone e così chiusero le più grandi fabbriche d’Italia che allora – caro Feltri – erano al sud. Cominciò l’emigrazione che non era mai esistita in quelle terre e il sud divenne colonia del nord. Il 66% di tutti i soldi d’Italia erano nel Regno delle due Sicilie e l’oro delle banche del sud finì al nord e servì per finanziare opere pubbliche e la nascita delle sue tanto amate industrie che oggi vanta di avere, a discapito del meridione d’Italia. Ma ci vollero 80 anni perché per la prima volta nella storia, tutte le regioni del sud divenissero più povere di quelle del centro nord. Era il 1946.
Non le farebbe male un ripasso della storia ogni tanto, caro Feltri; le permetterebbe anche di evitare di fare figure barbine perché al sud (come al nord) noi studiamo, non siamo capre, non siamo manutengoli e non siamo neanche raminghi.
Sa perché siamo ancora oggi più poveri, caro Feltri?
Glielo spiego dati alla mano, così che lei, in un momento in cui ha un po’ di tempo libero, possa andare a verificare.
Lo Stato Italiano – fatto da Nord e Sud – dà al sud 85 miliardi in meno a parità di popolazione rispetto al nord e per gli investimenti 6 miliardi in meno sempre all’anno e tenga presente che ci sono anche i fondi europei.
Si è mai chiesto perché il 100% degli alunni di Monza ha la mensa scolastica e quelli di Reggio Calabria lo 0.07%? Per il motivo di cui sopra.
E si è mai interrogato sul perché per l’infanzia e la famiglia a Trieste si spendono quasi 400 euro pro capite e a Vibo Valentia meno di 10? Per il motivo di cui sopra.
Forse lei non lo sa (e glielo dico io) ma a Matera si aspetta ancora un treno da un secolo e mezzo e in Sicilia per fare 300 km in treno ci voglio 14 ore, ma tra Torino e Milano c’è una linea di alta velocità progettato per 400 treni al giorno, (manco Pechino Shangai) su cui corrono solo 40 treni e questa linea è costata 7 volte in più di quanto è costata in Francia.
Chissà se sta incominciando a provare un po’vergogna per il suo livore gratuito o solo (me lo auguro) un po’ di empatia.
Ricorda quando poco su le dicevo che al sud abbiamo eccellenze enogastronomiche, ma siamo figli di un dio minore? L’olio del tavoliere delle Puglie, della Sicilia e della Campania sono oli di oliva con eccellenti proprietà organolettiche e perché la terra qui al sud è climaticamente adatta a questo genere di coltura, eppure l’olio italiano che viene venduto in Canada è solo quello veneto … chissà perché. Per accordi con la Cina, ci sono 13 vini tutelati che sono tutti del nord e potrei farle un elenco infinito di vini e di vitigni del sud pregevoli. Le navi della via della seta, toccano solo i porti di Genova e Trieste passando però davanti a quelli meridionali. E potrei continuare ancora. No, Feltri, non siamo fannulloni, non siamo manutengoli, non succhiamo linfa vitale al nord.
E le dirò di più; il nord vende al sud ogni anno merci per 70 miliardi, che è per tre volte l’esportazione del nord in tutto il resto del continente europeo. Le pongo una domanda: e se il sud smette di comprare?
Venga al sud, Feltri, scoprirà che lottiamo ogni giorno contro la malavita organizzata che si succhia (questa volta per davvero) quello che dovrebbe servire a sostentarci. Scoprirà che lavoriamo, e anche sodo, che non suoniamo il mandolino, che abbiamo voglia di tornare a lavoro anche noi, per guadagnarci ancora il pane. Venga, Feltri, che semmai avesse bisogno, la cureremo bene, perché qui, al sud, anche al sud, i professionisti, giurano sul codice deontologico e poi, quel giuramento lo rispettano.
Anche noi giornalisti lo facciamo.
Se lo ricorda, sì?

Simona Stammelluti
Vicedirettore del Sicilia24h

Donna del sud

P.S.: e comunque il mandolino, se te lo suoniamo te lo suoniamo molto bene.

3 Risposte a “La Stammelluti risponde a Feltri: “Le spiego perché non meritiamo il suo livore””

  1. Lei è una donna cazzuta, 😏peccato che per un essere infante come feltri non c è stata la stessa reazione da parte di un uomo collega cazzuto come lei cara signora, ma poco importa dato che al sud contro un cretino del genere anche e soprattutto una donna rende L idea di come alle volte certe uomini siano la vergogna di questa umanità, io condannerei anche chi invita questo personaggio da strapazzo, perchè sarebbe comprensibile in una puntata comica o in una comitiva di chi è chiamato a raccontare barzellette….i miei complimenti 👏👏👏

  2. che dire,si apre il cuore nel leggere con quanto accorato impegno lei ha scritto ad una persona che disprezza vivamente il sud, le porge una mano , insegna che al mondo oltre a persone come lui, ( non voglio definirlo diversamente,in fondo sempre di persona si tratta,) ci sono persone che sanno porsi e spiegare e raccontare un paese magnifico come il sud,come la nostra cara italia merita di essere raccontata,con il cuore in mano,senza disprezzare nord e sud,ma amando e incitando all’unione più che mai in questo momento così grave, i giornali che si definiscono tali,dovrebbero prendere ad esempio giornalisti come lei ,perchè forse non ci sarebbero più notizie di terzo ordine e infidi affondi nel cuore di un sud meraviglioso e unico ,riconoscendo comunque,che il nord è pieno di persone colte e con un cuore proprio come noi…eternamente grati al signore per averci fatto nascere al sud

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