Sito tedesco insegna come avere rapporti sessuali con le donne e uomini

“Così i migranti devono fare sesso”

Il governo tedesco ha inaugurato un sito per insegnare ai clandestini di sesso maschile.

Come avere rapporti sessuali con le donne tedesche o rapporti omosessuali con gli uomini tedeschi; in aggiunta a come le donne clandestine possono avere rapporti sessuali con gli uomini tedeschi o rapporti lesbici con le donne tedesche; infine come due clandestini omosessuali maschi possono convogliare a nozze.

Il sito, chiamato “Zanzu, my body in words and images”, è stato aperto dal Ministero della Salute (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung ) in cooperazione con il governo del Belgio.

Il video introduttivo con cui si apre la pagina spiega chiaramente quale sia lo scopo prefissato: “Dare consigli sul sesso e la sessualità ai migranti che non hanno ancora vissuto in Germania per molto tempo”.

Diviso in sei sezioni la pagina utilizza degli espliciti disegni per ritrarre degli atti sessuali interrazziali tra persone, con spiegazioni sull’omosessualità, bisessualità e “transgenderismo”. (da Il Giornale)

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del Terzo mondo. (in italiano traduzione di google con Crome)

Nella sezione “relazione e sentimenti” si spiega che il delitto d’onore non è accettato in Europa.

Nella sezione “diritti e leggi” si spiega ai clandestini perché non debbano praticare violenze sessuali sulle donne.

Nella sezione dedicata all’omosessualità, si spiega che in Occidente i nuclei familiari possono essere composti anche da persone dello stesso sesso.

Nella sezione “mutilazione genitale femminile” si spiega che tale pratica “è illegale in Europa e proibita dalla legge anche se fatta per ragioni culturali”. (da Il Giornale)

Cosa ne pensa “Magdi Cristiano Allam”

Cari amici, la Germania si sbaglia di grosso se pensa di acquisire il consenso e integrare i clandestini, che sono nella stragrande maggioranza musulmani, presentando la sessualità al di fuori della famiglia naturale, offrendo le donne e gli uomini tedeschi come se fossero oggetti sessuali anche se da trattare secondo delle norme che tutelino l’integrità fisica e la libertà di scelta, proponendo l’omosessualismo come se fosse un livello superiore di civiltà.

Cari amici, quest’immagine che la Germania e l’Europa danno di sé corrisponde al degrado della nostra civiltà. Possiamo essere certi del rifiuto islamico del modello sociale, sessuale, culturale,  comportamentale che gli viene proposto.

La Germania e l’Europa si illudono che con queste iniziative potranno prevenire le aggressioni sessuali di massa da parte dei clandestini islamici contro le donne tedesche e europee, così come si sono verificate nella notte di Capodanno in sette città della Germania, in Svezia, Svizzera e Austria. All’opposto, proprio la conferma ufficiale di una civiltà degradata, indurrà gli islamici a percepirci come una terra di nessuno e li istigherà ulteriormente a concepirci come una terra di conquista, da redimere sottomettendola all’islam.

Cari amici, è ora di conoscere correttamente la realtà, la nostra realtà e la realtà dell’islam. È ora di mobilitarci per riscattare la certezza di chi siamo sul piano delle radici, della fede, dell’identità, dei valori, della tradizione, delle regole e delle leggi rispettose della morale naturale. È ora di agire per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!


Video su come usare questo sito web (solo in tedesco)

Vedi il video- enter

DAL SITO – Come si dovrebbe parlare con i clienti circa la salute sessuale? Come può Zanzu aiutare nella consulenza e in classe? Ecco le risposte.
Zanzu è un progetto del Centro federale per l’educazione sanitaria (BZgA) e Sensoa, il centro specializzato fiammingo per la salute sessuale.

Sesta edizione di ‘Corri a Lecce’, tra le vie del barocco la festa dello sport

Sesta edizione di ‘Corri a Lecce‘, tra le vie del barocco la festa dello sport. Ma con tante polemiche per la chiusura al traffico. Tanti podisti e amanti dello sport si sono ritrovati a correre per le vie del centro in occasione dell’evento sportivo che si ripete da sei anni.

Piccolo malore per un partecipante, ma tutto ok...
Piccolo malore per un partecipante, ma tutto ok…

#ieureporter malore per un partecipante alla maratona di Lecce

Pubblicato da IeuReporter su Domenica 6 marzo 2016

E’ stata presentata a Palazzo Carafa la sesta edizione della “Corri a Lecce”, la mezza maratona di livello internazionale si è svolta questa mattina domenica 6 marzo nel centro storico. Le novità sono che oltre alla mezza maratona (sul percorso classico di 21,097 chilometri), si è effettuata anche una gara competitiva da 10,8 chilometri e la 7 chilometri non competitiva,“Corri e cammina nel Barocco”, che ha dato a tutti la possibilità di trascorrere una mattinata all’insegna dello sport e della festa.

La manifestazione – organizzata dall’associazione Asd Gpdm – è stata patrocinata dal Comune di Lecce. La “mezza maratona” e la “dieci chilometri” – partenza alle 9.30 da Porta Rudiae – sono riservate a tutti i tesserati Fidal e di enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, in possesso certificato per attività agonistica.

 

Corri a Lecce
Corri a Lecce

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Le acque intorno a Capraia cedute ai francesi

Non solo il mare della Sardegna e della Liguria. Il governo guidato da Matteo Renzi ha ceduto alla Francia anche il mare toscano, precisamente quello davanti all’isola di Capraia. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale toscano all’Agricoltura Marco Remaschi

mare toscano ape

Non solo il mare della Sradegna e della Liguria. Il governo guidato da Matteo Renzi ha ceduto alla Francia anche il mare toscano, precisamente quello davanti all’isola di Capraia.

“Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 kmq e acquisite per 23,85 kmq con una diminuzione di 316,05 kmq”, ha annunciato l’assessore regionale toscano all’Agricoltura Marco Remaschi, con delega alle politiche per il mare, rispondendo nell’aula del Consiglio regionale a un’interrogazione di Claudio Borghi (Lega) sull’accordo Italia-Francia per la cessione a quest’ultima, da parte del governo, di acque territoriali italiane, a largo delle isole dell’arcipelago toscano.

Remaschi ha precisato che la superficie marina ceduta è davanti alle coste toscane, all’isola di Capraia, mentre quella acquistata si trova davanti alle isole d’Elba e di Pianosa. “Le risorse contenute nel tratto di mare interessato (Santuario per i mammiferi marini) sono di altissimo pregio naturalistico. L’accordo Italia Francia sembra penalizzi in maniera rilevante il settore della pesca professionale marittima”.

Remaschi ha aggiunto che “la Regione Toscana non è mai stata messa a conoscenza dell’accordo firmato, ma ancora non ratificato, e che tale materia è di esclusiva competenza statale”. Remaschi ha fatto presente di aver chiesto un incontro urgente al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni per fare chiarezza.

Fonte affaritaliani.it

Un inferno sotto l’ILVA – la denuncia di un operaio

“Ilva, sottoterra c’è l’inferno”, la denuncia shock dell’ex operaio di Taranto
ilva Taranto
“Sotto discariche e cokeriedell’Ilva c’è di tutto. La cosa più pericolosa sono i liquami scaricati. Andavo lì con la mascherina protettiva, ma non riuscivo ugualmente a respirare per l’aria satura di sostanze”.E’ un passaggio dell’intervista video a un ex operaio dello stabilimento siderurgico di Taranto – realizzata di spalle e con la voce camuffata – rilasciata a Peacelink e inserita nel portale web dell’associazione. Il lavoratore, che ha lavorato dal 2000 al 2012 nel reparto cokerie, si dice pronto a testimoniare ai magistrati, consegnando “foto e video”

STOP GLIFOSATO – MANIFESTO NAZIONALE

Ieu Reporter ha aderito al manifesto “Stop Glifosato” lanciato da AIAB e FIRAB per chiedere a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il  principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti a base di glifosato.

Protesta contro monsanto

Gli aderenti al manifesto chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che  lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.

Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali ilGlinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui Dna è stato manipolato da Monsanto per resistere al suo  diserbante commercializzato, appunto, sotto il nome di Roundup® e definito dalla ditta produttrice “ecologico e biodegradabile”.

Ricordiamo che lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”. La stessa Agenzia ha dichiarato inoltre che “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio… Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”.

L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale, finanziando, nella misura 10, l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno. In Gran Bretagna tracce di glifosato sono state trovate nel pane di frumento integrale. “In Italia le rilevazioni si quantitativi di pesticidi contenuti negli alimenti e nelle acque vengono condotte in pochissime regioni”, avverte Vizioli, presidente di AIAB. “Una situazione inaccettabile”. Nel resto del mondo sono già partite da mesi azioni che applicano il principio di precauzione. Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno rimosso, la Francia si è impegnata a farlo entro il 2018 e gli stati tedeschi chiedono un divieto su scala comunitaria. L’Autorità danese per l’ambiente e il lavoro lo ha dichiarato come cancerogeno mentre paesi come El Salvador e Sri Lanka lo hanno completamente vietato e in Colombia è stata vietata l’irrorazione aerea sulle colture di coca”.

IL  MANIFESTO  “STOP  GLIFOSATO” (PDF)

Fonte di Beatrice Salvemini

IL GLIFOSATO È ANCHE NEGLI ASSORBENTI INTIMI!

Il glifosato è dappertutto: anche nell’85% dei tamponi intimi e nelle garze sterili in commercio. È il risultato imprevisto di uno studio argentino. Si tratta dell’erbicida più utilizzato al mondo, classificato come probabile cancerogeno e associato ai rischi di infertilità…

Tamponi assorbenti e garze sterili sono imbevute di glifosato, il celebre erbicida irrorato nei campi, e nelle aiuole di mezzo mondo. La notizia è stata data dal dott. Damian Marino dell’Università argentina di La Plata, il cui team di ricerca ha ritrovato tracce del potente erbicida in 85% dei campioni di tamponi acquistati nei supermercati e nella totalità di cotone e garze medicali. Un fatto grave e preoccupante, visto che il glifosato, oltre a essere stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) come probabile cancerogeno, è stato associato al rischi di infertilità, aborti spontanei e difetti alla nascita.
Secondo le dichiarazioni degli studiosi l’85% dei campioni risulta contaminato direttamente dal glifosato, mentre il 62% è risultato positivo ai metaboliti dell’erbicida, che nel caso delle garze, a questo punto bisogna dirlo, “cosiddette” sterili si ritrovano nel 100% dei casi.
“I risultati di questa ricerca sono molto seri e preoccupanti, se si usa cotone o garze medicali sulle ferite o per l’igiene personale, si pensa che siano prodotti sterili, e invece sono contaminati da sostanze cancerogene” ha dichiarato il dr. Medardo Avila Vazquez, presidente del terzo congresso nazionale dei medici tenutosi a Buenos Aires (National Congress of Doctors for Fumigated Communities).
I motivi di questa concentrazione sono chiari. “La maggior parte della produzione mondiale di cotone avviene in piantagioni geneticamente modificate, con sementi e piante resistenti al glifosato” spiega Avila Vazquez. “Il cotone viene irrorato quando la capsula è aperta e il glifosato penetra direttamente nelle fibre”.

L’aspetto è ancor più sorprendente se si considera che il risultato è di tipo accidentale. L’obiettivo principale della ricerca non era la ricerca del glifosato nei prodotti in commercio, ma la verifica del raggio di azione degli irroramenti aerei che avvengono nelle piantagioni.
Se in molti stati europei sono già in corso iniziative per bandire l’uso del glifosato, in Italia è stato addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Le ultime rilevazioni dell’Ispra avevano già rilevato tracce di glifosato nelle acque superficiali e sotterranee di alcune regioni italiane con elevata intensità agricola. Siamo di fronte ad una vera emergenza, a cui ci espone la potente industria dell’agrochimica, che produce sementi e pesticidi, e che costituisce ancora il modello agricolo dominante su scala planetaria.
Ricordiamo che Terra Nuova ha aderito al manifesto “Stop Glifosato” lanciato inizialmente da Aiab e Firab, per chiedere a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti a base di glifosato.

Imprenditore marchigiano si dà fuoco al cimitero e muore a 47 anni

Pieve Torina: Sì è dato fuoco davanti al cimitero in località Appennino di Pieve Torina. Oppresso da problemi economici che lo avevano gettato in uno stato di depressione, è andato a salutare la madre per l’ultima volta, poi ha comprato una tanica di benzina e si è dato fuoco davanti al piccolo cimitero dove è sepolto il padre.

Silvio Migliaccio, 47 anni

La mamma pensando che potesse accadere qualcosa, e aveva telefonato ad alcuni parenti. Quando i familiari sono giunti sul posto Silvio Migliaccio, 47 anni, titolare di una società che gestisce slot machine, si era appena cosparso il corpo di benzina, rimanendo carbonizzato. I fatto nel primo pomeriggio ad Appennino di Pieve Torina, una frazione dove Migliaccio

Nato a Roma ma residente a Cerreto d’Esi, dove vive la compagna, si era recato a dare l’addio alla madre. Stando alle prime testimonianze raccolte dai carabinieri di Camerino.

L’uomo era preda da tempo di preoccupazioni finanziarie: la sua azienda attraversava un periodo di difficoltà e ed era stanco di lottare, lascia la compagna con una bambina, Migliaccio non aveva figli.

Ha salutato la madre per l’ultima volta e ha scelto di togliersi la vita nel piazzale del cimitero, vicino alla tomba del padre, che ha raggiunto in auto. Accanto al corpo i carabinieri hanno trovato la tanica di carburante.

Inutili i soccorsi del 118 e dei vigili del fuoco. Nella vicenda sembra non sussistessero responsabilità di terzi, la procura di Macerata ha autorizzato la restituzione della salma alla famiglia, per i funerali.

Ti presento “IEU press” dove anche tu puoi fare notizia

Parte la nuova avventura con Ieu press.
IEU PRESS è la piattaforma che ci aiuta a diffondere le nostre notizie, le tue e di tutti.
Siamo partecipi dei fatti e delle opinioni di Voi tutti, per questo vi diamo voce, una voce consapevole d’essere veramente libera d’informare. Anche una notizia locale, frivola, ridicola, semplice, statene certi tutto fa notizia.

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SCIE CHIMICHE – AVVISTATE DA SANT’ORONZO

SUCCEDE ANCHE A LECCE DI VEDERE LE SCIE
Sentite cosa dice il generale dell’esercito Fabio Mini (http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Mini)
Afferma che nei nostri cieli c’è effettivamente qualcosa che non và!


Generale di corpo d’armata, Fabio Mini (Manfredonia, 11 dicembre 1942), è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO, nello scenario di Guerra in Kosovo nell’ambito della missione KFOR (Kosovo Force). Commentatore di questioni geopolitiche e di strategia militare, scrive per Limes, la Repubblica e l’Espresso, è membro del Comitato Scientifico della rivista Geopolitica ed è autore di diversi libri. Dal novembre 2015 ha iniziato a collaborare a Il Fatto Quotidiano. In questo video, egli affronta il discutissimo argomento delle “scie chimiche”.
Fonte globochannel