Sulentu (Salento) – i miei nonni lo chiamavano così.

Salento, prima era Sulentu.

I nostri nonni e bisnonni, lo chiamavano “Sulentu”, che voleva dire: “sole e vento”.

Non volevano, per niente dire sale, ma appunto: “sule e ientu”. Questo è un dato di fatto, ma nessuno lo aveva mai detto.

Ne abbiamo testimonianze dai ricordi dei nostri avi, ma chi sa mai perché, viene stravolta a piacere la parola ” Salento” che non vuol dire affatto “sale e vento”.

Come succede per certe vie, che prendono il nome e lo storpiando. È il caso di “via Cicolella” a Lecce, che anticamente, portava alla “Masseria Cicaleddha”. Un percorso ormai stravolto da circonvallazioni e quant’altro.

Per curiosità abbiamo preso dal web, quello che si dice del “toponimo” SALENTO.

Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Salento (disambigua).
Salento
Gallipoli Città Vecchia.jpg

Centro storico di Gallipoli

Stati Italia Italia
Regioni Puglia Puglia
Territorio Tutta la provincia di Lecce, la parte centro-meridionale della provincia di Brindisi e la parte orientale della provincia di Taranto.
Capoluogo Lecce
Superficie 5 329 km²
Abitanti 1 536 969 (2011)
Densità 288,41 ab./km²
Lingue italiano, salentino, dialetti pugliesi di transizione, siciliano, griko, arbëreshë
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Collocazione del Salento in Italia

Piazza Duomo, Lecce

Ponte Girevole nel Canale Navigabile, Taranto

Veduta della spiaggia degli Alimini e del lago

Il Mare di Porto Cesareo

Mare cristallino a Marina di Lizzano, Lizzano (TA)

Baia dell’Orte nei pressi di Punta Palascìa, punto più orientale d’Italia

Il Salento (in salentino: Salentu, in tarantino: Salènde, in greco Σαλέντο Salénto), noto anche come penisola salentina, è una regione geografica italiana coincidente con la parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio a ovest e il mar Adriatico a est. Costituisce il tacco dello stivale italiano.

Gli abitanti dell’area, che comprende l’intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. Da un punto di vista storico il Salento ha fatto parte per molti secoli dell’antica circoscrizione denominata Terra d’Otranto.

 

 

Il Salento o penisola salentina, popolarmente noto come il “tacco d’Italia”, è una subregione che si estende sulla parte meridionale della Puglia,è idealmente delimitata a nord dalla cosiddetta “soglia messapica”, una depressione che va lungo la linea Taranto-Ostuni e che la separa dalle Murge.
È la zona più orientale d’Italia e comprende Capo d’Otranto, a sua volta il punto più ad oriente della penisola.
Il nome Salento sfugge ad ogni esustiva spiegazione etimologica e rimane per molti versi avvolto in un alone di mistero, un pò, come del resto, le stesse vicende del suo originario popolamento. Stando a quanto riferisce lo storico greco Strabone (63 a. C. – 24 d. C.), il Salento, che nell’antichità fu anche chiamato Iapygia e Messapia dal nome di antichi suoi abitatori provenienti dalle coste illiriche, derivò il nome dai Salentini, coloni cretesi che si stabilirono nel territorio. Questa ipotesi, in tempi meno remoti, fu supportata da alcune precisazioni sostenute da altri storiografi: le denominazioni Salento e Salentini sarebbero, secondo costoro, derivati da Salenzia, la città di origine dei suddetti coloni cretesi (Salenti), oppure dal nome del loro leggendario capitano, Salento per alcuni, Sale per altri. Lo storico romano Varrone sostiene che i Salentini furono il risultato di una mescolanza di tre gruppi etnici: Cretesi, capeggiati dal principe Idomeneo di Liczio, Illirici e Locresi, che si stabilirono sul territorio del Salento dopo aver stretto alleanza «in salo», ossia in mare, da dove provenivano. I termini Salento e Salentini, quindi, evocherebbero il mare con il fascino dei suoi suggestivi misteri e le ataviche migrazioni da sempre caratterizzanti questo ponte naturale nel Mediterraneo, crocevia di popoli, la cui originale posizione geografica sembra aver da sempre sostenuto una vocazione quasi naturale a vivere il rapporto tra culture diverse in termini di sintesi di civiltà, relativizzando e rimovendo le ragioni dello scontro, nonostante le vicende sanguinose di cui questa terra è stata frequentemente cruento teatro, In epoca romana, precisamente con il riordino amministrativo dell’impero operato da Augusto, il Salento prese il nome di Calabria (l’attuale Calabria veniva denominata Brutium = Bruzio), mentre alla conclusione delle guerre tra Longobardi e Bizantini, nei primi decenni del ‘600, la Penisola salentina, rimasta sotto il controllo di Bisanzio, costituì la provincia di Terra d’Otranto, dal nome della città meglio fortificata e sede delle autorità politiche, militari e religiose. Questa denominazione è rimasta sino all’unità d’Italia (1861), quando il Salento, con il nome di provincia di Lecce, comprendente anche i territori di Brindisi e di Taranto, fu una delle 59 province del Regno d’Italia. La Penisola salentina è stata suddivisa nelle attuali tre province in tempi recenti, ossia nel 1923, quando da Lecce vennero distaccati i circondari di Brindisi e Taranto e costituiti in province.

Riprendere in mano il proprio destino: ritorno alla terra, alla consapevolezza.

Introducendo “Vivere senza supermercato” di Elena Tioli. Francesco Manni, Serena Fiorentino, Francesca Casaluci, Helen Centobelli, Drake S. Masciullo, Giovanni Pellegrino, Simone Russo

Una scommessa, un auspicio sortito da facili slogan o parole d’ordine che, in determinati periodi avrebbero la funzione di esorcizzare paure serpeggianti nel comune sentire?
Parrebbe di no, almeno nel felice contesto della serata indetta da Nuova Messapia, Salento Km zero e Ritorno alla Terra, per la giornata di martedì 30 maggio 2017, a Soleto (sala DNA Donna-Nuova Messapia).
Difatti, gli interventi incentrati attorno alla testimonianza di Elena Tioli, giovane mantovana – di romana adozione – assertrice della provata, esperita condizione di transfuga dal ruolo di “consumatore”, collimano, spontaneamente, verso un nuovo (?) disegno sociale, comunitario, che restituisce agli uomini il senso di una condizione esistenziale – produttiva, simbolica, relazionale – nella quale asimmetrie, ineguaglianze, subordinazioni cedono il passo ad un rapporto ecologico e responsabile con i propri simili e contesto di vita (alias Natura). “Vivere senza supermercato” è la sfida ed il suggerimento di Elena. Vivere senza pesticidi è la risposta di realtà quali Agricola Piccapane (Cutrofiano di Lecce), da almeno undici anni sul fronte della “certificazione partecipata”, della produzione orticola (ma non solo), che si fa forte delle consapevolezze e pratiche agricole di un’agricoltura naturale, onesta, “a misura d’uomo” (non scevra di difficoltà legate al superamento di atteggiamenti ancora duri a morire nel consumatore locale).

Vivere rompendo gli schemi del modello carrierista delle nostre attempate società occidentali: è quel che racconta Serena, giovane madre salentina che, come Elena, ad un certo punto della propria vita avverte le incongruenze di un “modello per la felicità” consumista e che, in un nuovo progetto di vita (questa volta sì, realmente imprenditoriale) oculato ed intelligente, ridisegna spazi e tempi per una produzione ecocompatibile, familiare, rispettosa delle colture e dei ritmi della propria vita, della propria terra. Serena torna, con la propria famiglia, attore consapevole della propria esistenza, dei legami solidali fra uomini. Perché, esattamente tale solidarietà, fra uomini, ritorna (rientrata dalla finestra della Storia) nei vissuti di questi piccoli-grandi donne e uomini, impegnati nella ricostruzione – a tutte le latitudini – del senso dello stare al mondo.

“Stare al mondo per calarsi aderentemente nel modello competitivo delle professioni, della produzione ad ogni costo?”. Sembrerebbe privo di reti di sicurezza – per quanto fascinoso, accattivante – un modello produttivo, di sviluppo che, dinanzi a singoli rovesci di fortuna, improvvisamente, lascerebbe l’individuo solo, indebolito, dinanzi alle ferree leggi del mercato, del consumo (ovvero, chi ha diritto o meno all’accesso al consumo). Tale condizione – inizialmente spiazzante, oscura – conosce Elena Tioli. “Ero una consumista”, afferma pulita, senza mezzi termini. “Non mi ero mai posta questioni legate ad un consumo critico”, continua. Il suo intervento, breve ed incisivo, ricorda come gran parte degli stessi cittadini critici ed impegnati siano, comunque, nati e cresciuti, socializzati in una società votata alla produzione. Le sue parole, oneste, focalizzano attenzione al “processo”: come un individuo, in un qualsivoglia momento della propria vita, possa acquisire consapevolezza delle aporie del “mercato”. E come tale momento, rappresenti, alle volte, una salvifica occasione da cui ricominciare. Ricominciare insieme agli altri; ricominciare intessendo modalità produttive (vedi ad es. i G.A.S., gruppi d’acquisto solidale, nei quali produttori e acquirenti si incontrano in una cornice conviviale, non meramente commerciale, aperta a dimensioni sociali e culturali) etiche, responsabili, sia nei riguardi della tutela delle risorse naturali, dei Beni Comuni, che della manodopera. “Noi ci occupiamo di sociale oltre che di agricoltura naturale” ribadisce, non a caso, la rappresentante di Luna, realtà agricola fra Seclì e Galatone.
“Noi stiamo facendo”, coniuga nei tempi opportuni Tommaso, membro della virtuosa Piattaforma locale di agricoltori nata attorno a Salento Km Zero (ma non solo), sulla soglia del varo del Manifesto comune. “Stiamo facendo: non diciamo ‘faremo’”. E tale impegno si lega, nelle sue prassi, alla difesa concreta del territorio, dal basso: nei confronti di speculazioni agite da multinazionali ed affaristi. Speculazioni che, laddove non emergano macroscopicamente come grandi opere ingegneristiche impattanti, ingenerano comunque esternalità negative per il territorio. Di inquinamento del terreno e della falda acquifera, oltre che dell’aria, parla a tal proposito Salvatore, cittadino soletano, convinto fautore del monitoraggio della prima, a carico dell’autotassazione volontaria di singoli cittadini. Nel suo racconto, Salvatore non cela il rapporto non sempre collaborativo, facilitatore di soggetti istituzionali.

Ma al di là di note, osservazioni realiste, non ingenue, la sala – ben attenta e gremita – sa accogliere, maturamente, gli input ed esperienze offerte dai relatori intervenuti. Diverse domande, considerazioni, trattenute sulle labbra, si riservano di manifestarsi nella dimensione conviviale del conseguente rinfresco – rigorosamente biologico, offerto da Agricola Piccapane e Produzione Giancane – a degno completamento dell’incontro.

Adriana Pulití 

Speciale: San Basilio nel presidio “No TAP” la ronda spontanea dei tamburelli

Grande affluenza di artisti

Si è svolta a San Basilio nel presidio “No TAP” la ronda spontanea dei tamburelli. Alessia Tondo ed Emanuele Licci sono stati gli ideatori, ai quali abbiamo dato appoggio incondizionato. #pizzicalive #MovimentoNoTAP

Per prima cosa, bisogna ringraziare tutti i danzatori e musicisti che sono intervenuti, senza di loro non sarebbe stato un successo. Molti anche sono venuti da fuori regione, addirittura dalla Sicilia.

Grazie a tutti quelli che ci hanno messo la faccia

Qui di seguito gli artisti che sono intervenuti: #EmanueleLicci #GiulioBianco #AlessiaTondo #GioeleNuzzo #StellaGrande #RoccoNigro #RobertoChiga #DarioMuci #EnzaPagliara #CarloCanaglia #MoanaCasciaro #GiacomoCasciaro #CristinaFrassanito #LauraDeRonzo #LuigiNuzzo #DomenicoRiso #RoccoBorlizzi #MassimilianoDeMarco #EmanuelaGabrieli #RoccoMorciano #MinoCavallino #RaffaellaAprile #NinfaGiannuzzi #FabrizioDeMatteis #CantoriDiZollino Se qualcuno ci sará sfuggito chiediamo scusa anticipatamente.

Chiaramente sono intervenuti anche in nome dei loro gruppi, ma la cosa bella è stata anche la partecipazione di tutti quelli che sono venuti per simpatizzare. Magari un giorno ci costringeranno a fare delle altre ronde per sensibilizzare ed informare la gente che viene deviata dall’informazione ipocrita. Notare che non vi era nessuna televisione. (n.d.r.) Noi siamo noi, solo noi… noi usiamo il “tam-tam”, e statene certi non molleremo mai.

Si apre la ronda

Grazie a tutti e anche ai ragazzi del via del mare, che hanno esposto uno striscione triplice con scritto quello che pensano. Pizzica Live: Lu core nui bu damu… #ieureporter











Le foto di Mirko Francese: enter
Nel primo pomeriggio, la “Passione” in griko di Antimo Pellegrino e i “Cantori di Zollino” e poi a San Foca il momento informativo assieme alla Lilt, per “ribadire le posizioni della Lega Tumori circa la pericolosità del gasdotto dal punto di vista sanitario, stante la già compromessa situazione epidemiologica del territorio”.

Si ringraziano tutti i  media che non sono pervenuti, così sappiamo chi siete. #LuCesiri Prossimi aggiornamenti… 

Filippo Montinari da Lecce, un uomo più unico che raro.

Chi é veramente Filippo Montinarigeometra, opero dal 1981 nel restauro edile, tra i lavori importanti, Isolato ALLEANZA e Poltrona FRAU – “MONTINARI EDIL GLOBAL SERVICE s.r.l., dal settembre 2010 – ad oggi. Ha frequentato Istituto Tecnico per Geometri Galileo Galilei – 15 settembre 1975 – 1980,  è di Lecce, dove vive. Ha vissuto ad Ascoli Piceno ed è Sposato dal 18 aprile 1998.

Il nostro “Filippo” è veramente una persona speciale, lo si può intuire da quello che riesce a fare con la sua macchina fotografica. Documenta, fotografa, scrive e pubblica sulle sue pagine e non solo.
Un esempio ne è la sua pagina: “Lecce di Ieri-Citta’ di Oggi by Filippo Montinari” Lecce di ieri e l’evoluzione in città di oggi raccontata con immagini e raccolte. Inoltre, la nanutra del Salento, ma non solo, infatti riesce anche ad essere un reporter perfetto. Non sono poche le segnalazioni a giornali e media, e delle foto che gli hanno pubblicato, noi ne abbiamo avuto prova, oltre ad averle pubblicate per la loro bellezza. Sono tutte belle le sue foto, una in particolare ci ha colpiti e la abbiamo condivisa su “Pizzica Live” con la quale collaboriamo.
Lui è pieno di energia positiva, e la fa esplodere con le sue immagini e servizi, innamorato com’è del salento e della sua famiglia, che comprende, la moglie Marinella, il figlio grande Francesco Luigi ed il piccolo Leonardo Luigi, anche se ora si è ingrandita con un bel cagnolino: “Horus”, che pare sia un trovatello.
Le fotografie sul campo, Studio Bianco&Nero archivio Nicola Magi, pubbblicazioni varie, raccolta di documenti e cartoline personale.

MI PIEGO MA NON MI SPEZZO. SE CADI RIALZATI. SE SEI IN GUERRA NON E’ IMPORTANTE VINCERE MA AVER COMBATTUTO E DIFESO I PROPRI VALORI ED IDEALI. SII SEMPRE TE STESSO. NON C’E’ SOLO IL BIANCO ED IL NERO. SII ACCOMODANTE MA NON IPOCRITA.

SE NON PUOI ESSERE UNA VIA MAESTRA, SII UN SENTIERO, SE NON PUOI ESSERE IL SOLE, SII UNA STELLA. SII SEMPRE IL MEGLIO DI CIO’ CHE SEI.(M. L. KING)
*”virtus invidiam frangit/labor fortunam conciliat/humiltas fortiora vincit”…la virtu’annienta l’invidia,il lavoro concilia la fortuna,l’umilta’ vince le difficolta’.

 

La fòcara 2017 con l’ufficiale giudiziario alla processione

Fòcara, il Pd attacca: “Festa profanata” Ufficiale giudiziario alla processione

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Accensione della fòcara 2017 Novoli – Un ufficiale giudiziario, ha funestato la festa, che all’inizio della processione ha notificato al Sindaco un atto ingiuntivo a carico della Fondazione di cui è Presidente. L’atto ingiuntivo, per un debito contratto nella manifestazione del 2015, nel pieno dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate.

L’atto, notificato al sindaco, Gianmaria Greco, in qualità di presidente della fondazione Fòcara di Novoli, per un vecchio debito di circa 80mila euro, contratto dall’organizzazione e non saldato, relativo al service audio-luci della manifestazione del 2015.

Il segretario di circolo Romolo Valzano, che attacca duramente l’amministrazione: “A nome di tutta la comunità di Novoli e del Pd che rappresento – precisa – mi sento di ringraziare il nostro primo cittadino e tutta la sua amministrazione per aver rovinato, con maniacale attenzione, anche la festa del nostro Santo Patrono, un evento atteso da tutti i nostri concittadini e che mai come quest’anno è stato macchiato dalla presenza di un ufficiale giudiziario, che all’inizio della processione ha notificato al sindaco un atto ingiuntivo a carico della Fondazione di cui è presidente”.


L’amministrazione attuale respinge ogni accusa, evidenziando che i debiti contratti risalgano a quando alla guida del Comune c’era “Oscar Marzo Vetrugno”. L’episodio, in effetti, ha generato un clima di imbarazzo e sorpresa visto che si era nel pieno dei festeggiamenti.


Il Presidente della Regione Puglia, “Michele Emiliano” accende la miccia con una sigaretta come da tradizione.

Dopo l’accensione del falò: (25 metri di altezza, 20 di diametro) si è esibito il corpo di ballo de “La Notte della Taranta”.

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Subito dopo spazio alla #musica con VINICIO CAPOSSELA, (il superospite Vinicio Capossela che, a 9 anni di distanza, torna a Novoli e omaggia Sant’Antonio con il brano “Focara-Focara”) ACID ARAB, JOLLY MARE live, Nerodalia, Ritmo Binario ed Ephemerals.
#Pizzicalive #LaFocara #Fuecu #Novoli #Salento

Altro su: http://www.focara.it/

capossela-rompe-ilmicrofonoCapossela rompe il microfono


Novoli, in 100mila per la Focara con Capossela: via al piano antiterrorismo

Il clou lunedì 16 gennaio: saranno posizionate transenne sulle principali vie d’accesso al paese effettuati controlli alla stazione e nelle aree parcheggio, perquisiti i mezzi pesanti che stazionano vicino al falò

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Conto alla rovescia per l’accensione della Focara di Novoli, il più grande falò del Mediterraneo dedicato a Sant’Antonio Abate, che ogni anno il 16 gennaio illumina la notte del Salento. La macchina organizzativa è in moto già da mesi per accogliere al meglio le migliaia di persone che raggiungeranno il piccolo centro a dieci chilometri da Lecce, dopo che l’edizione dello scorso anno toccò quota 120.000 presenze nei tre giorni più importanti.

E proprio in considerazione del gran numero di partecipanti previsti, è stato elaborato un piano sicurezza con misure antiterroriosmo già sperimentate in occasione di grandi eventi estivi come la Notte della taranta. Saranno posizionate transenne sulle principali vie d’accesso al paese (nell’area della Fòcara sarà consentito soltanto alle auto dei residenti e ai mezzi autorizzati), saranno effettuati controlli alla stazione e nelle aree parcheggio, perquisiti i mezzi pesanti che dovranno stazionare vicino al falò e sistemate le barriere di pre-filtraggio nell’area concerti.

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Le barriere posizionate per la strada, misure antiterrorismo…!?

La festa si articola in diverse giornate, ma la sera di lunedì 16 è certamente quella in cui è previsto il maggiore afflusso verso Novoli. Dopo la tradizionale benedizione del pomeriggio, alle 20 è prevista l’accensione della pira e, a seguire, il concertone a cui partecipa fra gli altri Vinicio Capossela. Treni speciali delle Ferrovie Sud Est sono a disposizione per limitare l’uso di automobili (dalle 15.30 a mezzanotte e mezzo) con partenza da Lecce, Guagnano, Campi e Salice. Previste anche aree parcheggio all’arrivo a Novoli delle strade e aree di sosta specifiche per le persone disabili.

Ricchissimo il programma degli appuntamenti, cominciato con la ‘festa della vite’ dell’11 dicembre, che ha dato il via alla costruzione della pira alta 25 metri e larga 20, con le sue 90.000 fascine che saranno accese con un grande spettacolo pirotecnico a cui seguirà l’esibizione del corpo di ballo della Notte della taranta. Un pezzo importante del programma sarà come sempre la rassegna FocarArte, a cura di Giacomo Zaza, che quest’anno ha voluto Daniel Buren come firma del manifesto dell’evento e autore dell’installazione sul falò.

Momento clou l’inaugurazione delle mostre nel Palazzo baronale di Novoli (domenica 15 gennaio alle 20,30): oltre a Buren, protagonisti Sisley Xafa, e H.H. Lim. Già visitabile dal 10 gennaio, inoltre, la mostra ‘Il vento devoto. Ventagli d’autore per Santi Patroni’ di Antonio Chiarello, nella chiesa di Sant’Oronzo. Mentre nella drogheria delle arti è stata allestita la mostra dedicata a Duilio Natale, madonnaro, pittore, suonatore di organetto e fisarmonica.

Numerose anche le presentazioni di libri e incontri con gli autori: dopo la lectio magistralis tenuta da Nicola Lagioia e il dibattito con Pietrangelo Buttafuoco, il 15 gennaio alle 21 nel

teatro di Novoli Don Pasta racconta il rapporto tra cibo e fuoco. Per il concertone del 16 sul palco, oltre a Vinicio Capossela anche Ritmo Binario, NeroDalia, The Ephemerals, Jolly Mare live e Acid Arab. Poi festa ancora il 17 e 18 gennaio con spettacoli pirotecnici pomeridiani, concerti serali (curati da Loris Romano) e stand in cui trionferanno i sapori del Salento. Gli appuntamenti proseguono fino al 29 gennaio. Tutte le informazioni sul programma sono disponibili sul sito www.focara.it.

Fonte: http://bari.repubblica.it/

Sito tedesco insegna come avere rapporti sessuali con le donne e uomini

“Così i migranti devono fare sesso”

Il governo tedesco ha inaugurato un sito per insegnare ai clandestini di sesso maschile.

Come avere rapporti sessuali con le donne tedesche o rapporti omosessuali con gli uomini tedeschi; in aggiunta a come le donne clandestine possono avere rapporti sessuali con gli uomini tedeschi o rapporti lesbici con le donne tedesche; infine come due clandestini omosessuali maschi possono convogliare a nozze.

Il sito, chiamato “Zanzu, my body in words and images”, è stato aperto dal Ministero della Salute (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung ) in cooperazione con il governo del Belgio.

Il video introduttivo con cui si apre la pagina spiega chiaramente quale sia lo scopo prefissato: “Dare consigli sul sesso e la sessualità ai migranti che non hanno ancora vissuto in Germania per molto tempo”.

Diviso in sei sezioni la pagina utilizza degli espliciti disegni per ritrarre degli atti sessuali interrazziali tra persone, con spiegazioni sull’omosessualità, bisessualità e “transgenderismo”. (da Il Giornale)

Disponibile in 12 lingue, tra cui l’arabo il turco e il farsi, nel sito è chiaramente spiegato come esso sia destinato soprattutto alle persone non-bianche (nonwhites) provenienti dai Paesi del Terzo mondo. (in italiano traduzione di google con Crome)

Nella sezione “relazione e sentimenti” si spiega che il delitto d’onore non è accettato in Europa.

Nella sezione “diritti e leggi” si spiega ai clandestini perché non debbano praticare violenze sessuali sulle donne.

Nella sezione dedicata all’omosessualità, si spiega che in Occidente i nuclei familiari possono essere composti anche da persone dello stesso sesso.

Nella sezione “mutilazione genitale femminile” si spiega che tale pratica “è illegale in Europa e proibita dalla legge anche se fatta per ragioni culturali”. (da Il Giornale)

Cosa ne pensa “Magdi Cristiano Allam”

Cari amici, la Germania si sbaglia di grosso se pensa di acquisire il consenso e integrare i clandestini, che sono nella stragrande maggioranza musulmani, presentando la sessualità al di fuori della famiglia naturale, offrendo le donne e gli uomini tedeschi come se fossero oggetti sessuali anche se da trattare secondo delle norme che tutelino l’integrità fisica e la libertà di scelta, proponendo l’omosessualismo come se fosse un livello superiore di civiltà.

Cari amici, quest’immagine che la Germania e l’Europa danno di sé corrisponde al degrado della nostra civiltà. Possiamo essere certi del rifiuto islamico del modello sociale, sessuale, culturale,  comportamentale che gli viene proposto.

La Germania e l’Europa si illudono che con queste iniziative potranno prevenire le aggressioni sessuali di massa da parte dei clandestini islamici contro le donne tedesche e europee, così come si sono verificate nella notte di Capodanno in sette città della Germania, in Svezia, Svizzera e Austria. All’opposto, proprio la conferma ufficiale di una civiltà degradata, indurrà gli islamici a percepirci come una terra di nessuno e li istigherà ulteriormente a concepirci come una terra di conquista, da redimere sottomettendola all’islam.

Cari amici, è ora di conoscere correttamente la realtà, la nostra realtà e la realtà dell’islam. È ora di mobilitarci per riscattare la certezza di chi siamo sul piano delle radici, della fede, dell’identità, dei valori, della tradizione, delle regole e delle leggi rispettose della morale naturale. È ora di agire per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!


Video su come usare questo sito web (solo in tedesco)

Vedi il video- enter

DAL SITO – Come si dovrebbe parlare con i clienti circa la salute sessuale? Come può Zanzu aiutare nella consulenza e in classe? Ecco le risposte.
Zanzu è un progetto del Centro federale per l’educazione sanitaria (BZgA) e Sensoa, il centro specializzato fiammingo per la salute sessuale.