SIT-IN a Lecce, “No TAP” con i bravi Sindaci guidata da Marco Potì

SIT-IN INFORMATIVO

Lecce, 14 gennaio dalle ore 17,45 in piazza Sant’Oronzo il Movimento “No-Tap” insieme ad alcuni sindaci con un sit-in hanno informato la cittadinanza e sensibilizzato la popolazione sull’avanzamento dei lavori in località San Basilio, sulle criticità progettuali e autorizzative.

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Di: Luigi Russo Vai

#TAP – SIT-IN DI PROTESTA IN PIAZZA SANT’ORONZO CONTRO IL GASDOTTO. MOLTISSIMI MANIFESTANTI INSIEME AI SINDACI. MANCAVANO LE RAGAZZI E I RAGAZZI DEI “FOGLI DI VIA” CUI LECCE È INTERDETTA

Una protesta pacifica e determinata per dire no al Mostro, in una situazione temporale paradossale. Da una parte i lavori della multinazionale continuano a penetrare la terra di Melendugno con le violentissime trivellazioni “irreversibili”, fortemente volute dai poteri forti. I ricorsi, numerosi, invece sono in azione. La Procura di Lecce ha riaperto l’indagine con nuove accuse gravissime; un filone, quello giudiziario, che continuerà ad allargarsi. La mobilitazione dei sindaci e del popolo non cede, nonostante la pioggia di “fogli di via”, multe, denunce ai cittadini, anzi prende nuovo vigore. La stampa generalista usa adesso un registro di basso profilo, ed è pure sparita la pubblicità di TAP sui giornali. La maggioranza di Governo al momento ha fatto un passo di lato, per evitare attacchi in campagna elettorale, e sono taciturni pure gli amministratori (il presidente della Provincia in primis) “trattativisti”. A gestire il territorio del cantiere, e oltre il cantiere TAP, precisi ordini ministeriali. Siamo in una situazione da “zona grigia della democrazia”. Ne parliamo nel programma FATTI E OPINIONI mercoledì 17 gennaio alle ore 17 su Mondoradio Tuttifrutti con i principali protagonisti, come al solito #senzapelisullalingua.

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Lecce, Piazza Sant’Oronzo non vuole TAP
Intervento del Sindaco di Melendugno “Marco Potì”

 

Italia da “vita spericolata” ciao 2017

Auguri e buone feste Italia. Certo, auguriamoci i tradizionali auguri, magari auguriamoci anche una Italia più forte, non solo calcisticamente.

Possiamo sempre farci del male, continuando ad andare avanti con questa politica italiota.

Ricordiamoci il terremoto, casette consegnate a Natale, circa il 30% in meno e mal funzionanti. Scuole, vaccini, TAV, TAP, trivelle, corruzione e via di seguito.

Fateci caso, dai primi di gennaio vedrete spuntare come funghi i gazebo dei vari partiti, gli stessi che sono spariti dalle piazze per 5 anni e che ci hanno lasciato allora con la promessa di migliorarci la vita. Per 5 anni hanno pensato ai loro interessi, ignorandoci e non sprecando un minuto del loro tempo per venire ad ascoltare la gente.

Mentono sempre in maniera clamorosa e senza alcun minimo senso del pudore!

Una sequela di falsità in un minuto che, non si sono sentite nemmeno sotto Matteo Renzi. Ma in che mondo vivono questi governanti?

Paolo Gentiloni, il nuovo presidente del consiglio è veramente fuori dalla realtà, quella realtà che invece vivono tutti i giorni milioni di cittadini che sono esclusi e emarginati per colpa delle loro politiche.
“L’economia è cresciuta? Abbiamo messo in sicurezza il risparmio?” Guarda il video Vai

Qualcuno di loro è stato nelle piazze, settimana dopo settimana, anno dopo anno?

Bisogna essere pronti ad informare, ascoltare, non ha sciorinare bugie, ecco perchè molta gente non crede più nella politica grazie all’operato di quei fantasmi. Ci ricorderemo tutto questo quando li vedremo spuntare, ricordateglielo quando ci snoccioleranno le solite promesse, non permettamogli di prenderci in giro per l’ennesima volta e questa volta.

Buon 2018…

Il Salento non vuole TAP, questa la manifestazione popolare

LECCE, 8 dicemre 2017

Queta è stata la giornata della conferma che il popolo del Salento non vuole TAP, gente che non si arrende. 

Una giornata come questa, non si dimenticherà facilmente.

Oggi un popolo si rende partecipe del futuro delle generazioni a venire, e non solo, ma rende un grande servigio anche a  chi ancora non ne era al corrente. Uno popolo, quello salentino che è conscio di quello che stà succedendo ai danni del suo territorio. Non tutti riescono a capirlo, molti perchè se ne fregano e molti altri perchè non si informano.

A dire il vero i media, non tutti però, sono pro TAP, almeno quelli che sciorinanano notizie devianti ed accettano la pubblicità TAP.

Ora vorremmo capire come si fa ad essere comprati pur sapendo che ci si svende, e non ditemi che non è così, altrimenti vorrei dire, anzi dico che sono dei co….ni, scusate, ma quando ci vuole…, altri dicono putt..e.

Va bene tutto ma non si può essere soprafati da uno Stato che vuole per forza fare i cavoli suoi senza ascoltare il popoplo, che è stato, infatti lo stato è il popolo e non il governo che impone.

Non voglio dilungarmi a troppe chiacchere, perciò mi limito a documentare, con il mio reportage.

Questo quello che dice il Corriere salentino… Vai

LuCesiri

Archivio di semi antichi in puglia per combattere le multinazionali

Pomodori neri, 30 varietà di patate e non solo.
La storia è bella, da film indipendente e visionario al Sundance Festival. Due contadini della Puglia stanno creando un nuovo mercato alternativo dei vegetali nel grande mondo delle multinazionali.Il Davide libero e organico contro il Golia degli ogm e del monopolio dei semi. Da una parte ci sono gli amici d’infanzia Angelo Giordano e Valerio Tanzarella di Ceglie Messapica, due agricoltori speciali che sperimentano e collezionano semi rari e incredibili; dall’altra padroneggiano Monsanto-Bayer e Syngenta, due aziende multi(sovra)nazionali di biotecnologie agrarie che hanno in mano circa l’83% delle sementi del mercato globale, più o meno il 95% del cibo vegetale che gira tra le nostre gengive. Queste due aziende detengono anche il 70% dei farmaci tuttora in uso nelle coltivazioni terrestri, e il dato è quindi curioso: queste aziende che producono semi (e quindi i futuri vegetali) sono anche le stesse compagnie che producono gli agrofarmaci che a quel seme occorrono per potersi sviluppare e produrre. Ok è un dato spaventoso, non curioso.

 Angelo è un agronomo a tutti gli effetti, Valerio è invece un avvocato, che ha lavorato per anni a Rai Cinema nell’ufficio legale. “Cinque anni e mezzo fa abbiamo aperto Ex Terra, una società Srl che però è anche una SB, una società benefit. Infatti, oltre a essere una società con profitto, come tutte le altre, la nostra persegue anche fini etici. Cerchiamo di guadagnare, ma aspirando a fare del bene. Angelo è più concentrato sulla parte produttiva e agraria, diciamo così, io invece mi occupo di più del reparto commerciale, legislativo e legale. Insieme abbiamo un azienda che si occupa di semi di varietà dimenticate, rare e preziose, antiche e particolari, di coltivarle, di studiarle e di diffonderle, e di proporle in nuovi mercati. È un lavoro bellissimo, ma dobbiamo lottare come leoni!”
 Ci capita in continuo di trovare in campagna, da qualche contadino anziano, semi ancora nascosti, magari qualcuno morendo ha lasciato una scatola con tesori di sementi nei monasteri.

Angelo e Valerio sono due quasi quarantenni, con cultura universitaria ed esperienze in grandi aziende, ma con lo spirito battagliero di Toro Seduto e Che Guevara. Sono due Jedi delle coltivazioni e delle sementi naturali. Quello che praticano è disobbedienza civile, coltivando e promuovendo i semi della disobbedienza. “Prima di tutto cerchiamo di immortalare e riprodurre la biodiversità di un tempo, ma anche di incentivare le scoperte scientifiche e nutraceutiche di alcuni vegetali. La ‘nutraceutica’ è un neologismo sincratico da “nutrizione” e “farmaceutica”, coniato dal Dr. Stephen DeFelice nel 1989. Nel particolare i nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Quindi curarsi, mangiando frutta e verdura sane”.

Varietà di pomodori by Ex Terra

Quello che i due Indiana Jones dei vegetali raccontano ha dell’incredibile: “Alcuni pomodori hanno dei principi nutritivi 200 volte rispetto ad altre varietà. Magari a quelle 7 varietà che troviamo sempre e immancabilmente nei supermercati italiani, che hanno tutti la stessa forma, lo stesso non sapore e la medesima inefficacia nel nutrire chi li mangia”.

Monsanto e Bayer hanno appena fatto la fusione, per poter unire il seme al farmaco per farlo crescere; Syngenta è invece appena stata acquistata dal colosso cinese ChemChina, con una misera operazione da 44 miliardi di dollari. Tutto questo sbattimento economico per potersi definitivamente affermare nell’egemonia delle sementi mondiali. Brividi.

Al contrario, Valerio e Angelo dal 2012 hanno oltre 7000 varietà diverse, tra cui “solo” 1200 tipologie di pomodori (ricordiamo il raffronto umiliante con le multinazionali, che al supermercato forniscono solamente 13-14 specie ibride). Le loro passate di pomodori dai colori rosso, nero e giallo funzionano sul mercato perché hanno una filiera chiusa, non c’è nessuna trafila con l’industria robotica. I ragazzi hanno un atteggiamento di studio ben analitico, quasi tailor made sulle singole varietà.
Passate di pomodoro colorate

“Abbiamo in saccoccia 20 varietà di melanzane, 200 di peperoncini e peperoni, 30 di patate, 15 di piselli, 15 di taccole, 30 di fave, 10 di ceci, 100 di meloni e poi zucche, piante emozionanti come la Mimosa Pudica, cactus e piante grasse degni dei primi film di David Lynch, piante che entrano nel mondo del tessile, un vitigno composto da quasi 20 varietà di uva diverse!”

Ti rendi conto che il 90% delle varietà che coltiviamo noi sono potenzialmente illegali?

Per i due poeti del vegetale il futuro è funzionale: la parola nutraceutica equivale a mangiare ed evolvere con quello che ci cresce naturalmente intorno, nel luogo e nella stagione giusta.

“Ci capita in continuo di trovare in campagna, da qualche contadino anziano, semi ancora nascosti, magari qualcuno morendo ha lasciato una scatola con tesori di sementi tipo Lara Croft, nei monasteri, quando meno te l’aspetti. Ci chiamano e ci dicono: “vieni che ti devo far vedere una cosa… È emozionante! Ultima scoperta: non una cima di rapa, non è un broccolo, non è un cavolo riccio, ma assomiglia a tutti questi. Che diavolo c’ha regalato oggi la natura?”
 Se lavorano così bene allora, perché i contadini del mondo si ostinano a comprare semi dalle multinazionali?

Mi risponde subito Valerio: “Dopo la seconda guerra mondiale l’Unione Europea ha rivoluzionato il settore agricolo, con l’idea iniziale che l’“industria” dell’agricoltura dovesse puntare più verso l’uso della chimica; politiche economiche e agricole, lo sviluppo industriale e tecnologico/chimico hanno fatto in modo che l’impiego di varietà vegetali geneticamente selezionate, fertilizzanti, fitofarmaci e altri investimenti di capitale in forma di mezzi tecnici fossero la normalità. Si è arrivati a prediligere e a preferire semi da brevetto, frutto della creazione di scienziati (o presunti tali) che danno apparentemente abbondanti raccolti, con prodotti belli e pesanti da vendere sul mercato. A scapito di ciò si è però appiattita la qualità, la presenza sempre minore di proprietà e benefici, a vantaggio delle vendite”. Insomma, si è incentivato l’uso di vegetali belli e formosi (ma poco nutrienti) a svantaggio di vegetali molto più nutrienti ma che hanno poca resa, nella produzione e nello standard estetico.

 “Il contadino è invitato a usare queste sementi delle multinazionali, perché garantiscono resa e anche finanziamenti europei, a scapito della qualità” racconta Valerio, ma Angelo ne rincara la dose: “Un contadino non si mette in proprio perché è schiavo di una filiera dalla quale non riesce a svincolarsi: se io produco tanti pomodori, l’azienda trasformatrice ha un macchinario formattato solo per alcune misure precise di 5 varietà di pomodori (le stesse sementi delle multinazionali). I concimi e le vaschette, le macchine per incapsulare il seme sono da sempre settati per quelle poche fortunate varietà d’elite in mano a Monsanto e Syngenta. Tutto il mondo agricolo è costruito su quelle poche specie in mano alle multinazionali!”

Il contadino non si rende conto della sua potenza. In un nonnulla può disinnescare e scardinare tutto il sistema.

 “Attraverso le giornate dello scambio dei semi, tra nord e sud dell’Italia, tra est-ovest del pianeta, tra primo e terzo mondo, noi possiamo diffondere non solo i nostri semi, ma ricevere quelli degli altri, fare informazione sui risultati delle singole coltivazioni, sul tipo di clima, terreno e lavoro tecnico che hanno bisogno. Il problema è la legislazione: se tu hai tanti soldi iscrivi le varietà, te ne inventi una in laboratorio e la iscrivi nei registri nazionali ed europei. Questo metodo incastra però i piccoli coltivatori che non possono permettersi di spendere tanti soldi per brevettare le proprie piccole varietà e sprecare il tempo ad aspettare questo cacchio di brevetto. Per non parlare dei documenti, gli studi e le ricerche, i documenti legali da allegare per sollecitarne l’approvazione.
Ti rendi conto che il 90% delle varietà che coltiviamo noi sono potenzialmente illegali? Quelle commerciabili devono essere sicure per il consumatore, aspettare lunghi iter di controllo che nel frattempo fanno crollare la voglia di coltivare. Magari sono pomodori centenari delle campagne pugliesi e non si possono vendere sul mercato! Un pomodoro antico non è mio o tuo, appartiene a tutta quella comunità che l’ha tramandato negli anni, selezionato e cucinato, salvato dalla clessidra del tempo e del business moderno”.
 Angelo e Valerio non condannano chi vuole eventualmente registrare un seme, ma vogliono avere la certezza che poi questa registrazione venga usata per scopi nobili, e non meramente per lucrare. Vogliono altresì risvegliare la coscienza del contadino perché “è lui alla base di tutta la filiera, non si rende conto della sua potenza. In un nonnulla può disinnescare e scardinare tutto il sistema. È un elefante tenuto legato a un palo con un filo di cotone: se qualcuno sussurra nelle sue grandi orecchie che il filo è di cotone, con un sol passo sarà libero”.
 Sulla Terra c’è anche la Svalbard global seed vault, sull’isola di Spitsbergen in Norvegia, una “banca” dei semi in mano a Microsoft. E qui si ritorna al discorso di prima: le sementi in mano a una grande azienda per scopi puramente economici. Ex Terra di Angelo e Valerio è invece un archivio dei semi, non una banca, perché il termine “banca” è errato: la banca presta e chiede indietro con gli interessi, a loro due piace invece coltivare quei meravigliosi frutti e vederli masticare da tutti. Tutti.
Fonte: munchies.vice.com

IL GASDOTTO E IL BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA

#NoTap #ReazioneDemocratica #NoSanzioniAManifestantiPacifici

Di: Maurizio Buccarella

Maurizio Buccarella

È a suo modo felicemente singolare la coincidenza con cui il sig. Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, nella conferenza stampa tenuta ieri 3 agosto per commentare il fermo di un “anarco-insurrezionalista” abruzzese avvenuto presso un centro sociale di Roca, presidio NoTap, per un fatto accaduto a Firenze nel dicembre scorso, sia stata l’occasione per l’alto funzionario nel richiamare rappresentanti istituzionali e politici salentini in genere a stare sostanzialmente alla larga dalle manifestazioni e contestazioni -seppur pacifiche- contro i lavori per l’approdo a San Foca del gasdotto TAP e a non dare l’impressione di “schierarsi” contro le Istituzioni dello Stato, auspicando l’approfondimento della conoscenza dell’iter amministrativo e giudiziario seguito da TAP nonché le conoscenze tecnico-giuridiche relative alle autorizzazioni in essere.

La coincidenza consiste nel fatto che proprio il giorno precedente veniva pubblicata sul sito del Senato un’interrogazione parlamentare a mia prima firma, indirizzata al Ministro Minniti e quindi al suo “superiore”, relativa ai procedimenti sanzionatori attualmente in corso nei confronti di centinaia di manifestanti ed attivata dallo stesso sig. Questore, per aver preso parte a manifestazioni pacifiche dove cittadini cercavano, manifestando il dissenso all’opera, di rallentare le operazioni di trasferimento degli ulivi espiantati dal cantiere della TAP.
Queste persone rischiano fra poche settimane di vedersi recapitare ordinanze-ingiunzione prefettizie dell’importo minimo di € 2.582,28.
Nell’interrogazione richiamiamo, fra l’altro, la recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione che, ribaltando un precedente proscioglimento nei confronti dell’ex deputato dell’Udc, on.le Luca Volontè, accusato di aver ricevuto da politici azeri una TANGENTE da 2 milioni 390.000 euro per orientare il proprio voto e quello del suo gruppo come membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in favore del governo dell’Azerbaijan” nel 2013, onde evitare la stigmatizzazione in ambito europeo e internazionale della violazione dei DIRITTI UMANI nel Paese guidato da due generazioni dalla famiglia Aliyev, ha permesso l’analisi positiva da parte della Banca Europea per gli Investimenti e degli altri organismi internazionali per la concessione alla società TAP del prestito da DUE MILIARDI DI EURO per l’opera infrastrutturale, inutile e dannosa per gli interessi nazionali e del territorio salentino.
Corruzione allo stato puro e, vivaddio!, non coperta dall’insindacabilità parlamentare, come ha statuito la Cassazione.

L’aspetto “curioso” della coincidenza temporale (tutti fatti peraltro concomitanti al “tavolo tecnico di confronto” tenuto a Roma sempre ieri 3 agosto, a Palazzo Chigi, con esponenti del Governo e della società TAP -fra cui, va ricordato, il suo Country Manager condannato di fresco a sette anni e mezzo in primo grado per disastro ferroviario ) sta nel fatto che proprio nel testo dell’interrogazione parlamentare faccio riferimento, insieme agli altri senatori sottoscrittori della stessa, alla necessità che si provveda per tempo a FERMARE L’ITER SANZIONATORIO nei confronti di quei manifestanti pacifici, PROPRIO PER EVITARE che lo STATO ITALIANO (nella specie, il Governo e le sue ramificazioni territoriali chiamate a far rispettare proprio la legalità, l’ordine pubblico e la trasparenza dell’azione amministrativa) si dimostri o SIA COMUNQUE PERCEPITO come “il BRACCIO REPRESSIVO DI UNA SOCIETA’ PRIVATA che, pur nell’astrattamente legittimo perseguimento di propri interessi, sta impattando grandemente sul territorio salentino quantomeno a livello di dibattito politico e mediatico, con una polarizzazione di consistenti pezzi della società civile salentina che contrasta la realizzazione dell’opera del gasdotto a San Foca”, impiegando fra l’altro ingentissime risorse economiche e di lobbing, per addomesticare il consenso territoriale.

In conclusione, l’auspicio mio e di tutti gli altri Portavoce del M5S, è che il Ministro dell’Interno abbia la capacità e lucidità di non accodarsi a quello che pare essere il proposito dei suoi colleghi dei Dicasteri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Coesione Territoriale e che TUTELI, insieme alla dignità degli operatori delle FF.OO. che meriterebbero di impiegare il loro tempo ed energie a contrastare i tanti fenomeni di malaffare e non già a vedersi schierati davanti a pacifici seppur determinatissimi manifestanti che vogliono difendere il proprio territorio, LO STATO, nel suo senso più nobile di COMUNITA’ che rispetta le regole ed i principi della Costituzione.

ANNULLARE LE SANZIONI AI MANIFESTANTI PACIFICI, REPRIMERE OGNI FORMA DI VIOLENZA, TUTELARE LA LEGALITA’ A TUTTI I LIVELLI, FARE LE SCELTE INDUSTRIALI ED ENERGETICHE LIBERI DA LOBBIES ED INTERESSI PARTICOLARI E LONTANI DA OGNI OMBRA DI CORRUZIONE.

PS: qui il link dell’interrogazione che consiglio di leggere agli interessati… ne ho redatte credo poche con tanta convinzione ed accortezza…
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1040011

Oggi parliamo con “Riccardo Rella” – Presidente, SpeleoTrekkingSalento

Riccardo Rella: un illimitato amore per il Salento. 

Riccardo Rella
Riccardo Rella

Nato a Lecce il 29 gennaio 1940, sin dai primi anni del 1970 effettuò attività speleologica anche con gli scopritori della Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Il 10 ottobre del 1998 presentò in conferenza stampa,  nella sala della Provincia di Lecce, poi direttamente al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi la sua personale intuizione  relativa all’applicazione  RV3D  ovvero Realtà Virtuale tridimensionale avvolgente, semi o immersiva mirata alla fruizione turistica, 100%pulita, della Grotta dei Cervi:  la sua idea, definita dalla stampa dell’epoca “Rivoluzionaria”, ora, proiettata nel castello di Otranto, ha quasi risolto definitivamente il problema che ha arrovellato il cervello degli studiosi sin dalla scoperta. L’applicazione, suggerita dal presidente Rella, si completerebbe splendidamente se si realizzasse, nella stessa Valle dei Cervi il Maxischermo Natura nonché il suggestivo itinerario preistorico-sonoro e megalitico entrambi da lui ideati e resi pubblici (v. trekkingsalento. It).

 

Il 31 gennaio 1993, il Rella iniziò per primo, in località Ciolo di Gagliano del Capo, l’attività di Trekking nel Salento coinvolgendo, ininterrottamente, migliaia di persone a piedi, alla scoperta del territorio salentino fino all’epoca quasi letteralmente sconosciuto alle masse. Oggi, dopo l’assordante passaparola dei suoi entusiastici camminatori, la sua idea del trekking ha contribuito all’esplosione del turismo nel Salento dimostrando la validità della sua profonda passione. Tutti gli operatori turistici della Rete Capo di Leuca Network, in occasione del ventennale del trekking, in località Ciolo, gli hanno consegnato una targa di ringraziamento.

 

Da ben 14 anni, ininterrottamente, il presidente Rella ha portato avanti, con migliaia di pellegrini e camminatori, il Cammino per Leuca o Leucadense della Via dei Pellegrini, da Brindisi a Leuca attraverso 24 comuni con il preciso scopo di far dichiarare Leuca “TERMINALE E CONVERGENZA STORICO, GEOGRAFICO E SPIRITUALE DELLE VIE FRANCIGENE DEL SUD EST E D’EUROPA” . Recentemente la Regione Puglia si è pronunciata positivamente. Il presidente Rella ha scritto ed invitato i 24 comuni dell’itinerario fidei a tabellare velocemente, con la sua collaborazione diretta e sempre gratuita, il tracciato. Alcuni comuni, Torchiarolo in primis, hanno già provveduto ed il Rella chiede, cortesemente a tutti gli altri, di velocizzare la segnaletica in quanto i pellegrini stanno già arrivando e non trovando la logica progressione dei segnali rimangono perplessi e disorientati. La Via Francigena, conosciuta in tutto il mondo, parte dall’inglese Canterbury, scende per Roma, Benevento, Brindisi ed ora finalmente conclude a S. Maria di Leuca… o viceversa quale Via Romea.

Le ricettività salentine ne trarrebbero un immediato ritorno turistico. È però necessario velocizzare la segnaletica e la cosa è urgentissima. Non si può perdere ulteriore tempo. Bisogna fare presto!

San Basilio, tensione di notte #notap e Sindaci al presidio

MELENDUGNO (Lecce) – Notte di alta tensione a Melendugno, dove alcune centinaia di attivisti e cittadini che si oppongono alla realizzazione del gasdotto Tap hanno cercato di bloccare i mezzi della ditta incaricata di spostare gli ultimi 43 ulivi rimasti sul cantiere di San Foca. È li che dovrà approdare l’infrastruttura energetica proveniente dall’Azerbaijan ed è lì che, già nei mesi di marzo e aprile, sono state effettuate dure contestazioni da parte della popolazione contraria all’opera. I lavori veri e propri sono fermi da inizio maggio, in virtù dell’impegno della società Trans Adriatic Pipeline a non lavorare durante il periodo estivo, ma stanotte, con un blitz improvviso, i camion – scortati da una lunga colonna di mezzi blindati di polizia, carabinieri e guardia di finanza – sono tornati a Melendugno.

INCHIESTA L’ESPRESSO I segreti del Tap

Il primo blocco stradale è stato effettuato poco dopo la mezzanotte all’altezza del paese di Vernole ma è stato subito dissolto dalla massiccia presenza delle forze dell’ordine, che hanno spostato di peso alcuni manifestanti che occupavano la strada. Il secondo blocco è avvenuto all’ingresso di Melendugno, dove due camion che lavorano per Tap sono stati danneggiati da alcuni manifestanti più estremisti, che hanno tagliato le ruote e distrutto alcuni fanali.

Militarizzata la zona del presidio No Tap, costituito dal 17 marzo davanti al cantiere del gasdotto e bloccati facilmente i pochi attivisti che erano rimasti nella zona. Per raggiungere l’area, le forze dell’ordine hanno dovuto smontare le barricate che erano state innalzate nelle scorse settimane. Alla manifestazione hanno partecipato anche i sindaci di Melendugno e Martano, Marco Potì e Fabio Tarantino, nonché il vicesindaco di Melendugno, Simone Dima, che ha ribadito come nella Via rilasciata dal ministero dell’Ambiente alla multinazionale fosse stato assunto l’impegno di Tap di non lavorare durante il periodo estivo per non danneggiare la stagione turistica.

Nel corso della notte sono stati effettuati numerosi blocchi stradali, con ulteriori momenti di tensione e qualche manganellata sui manifestanti che cercavano di fermare i mezzi nei pressi della Masseria del Capitano, il sito di stoccaggio in cui saranno portati gli ulivi espiantati. All’alba il paese era ancora completamente presidiato e bloccate tutte le strade di accesso,  con deviazione del traffico dalla Regionale 8 e dalle provinciali limitrofe.

Il sindaco Potì ha sottolineato come “Tap abbia una disposizione di legge, secondo cui da giugno a settembre non si lavora sulla costa per non intralciare la stagione balneare”. “Abbiamo le marine di Melendugno piene di turisti – ha aggiunto il primo cittadino –  e qui ci sono trecento poliziotti che hanno isolato il paese. Non è possibile che accada una cosa del genere in una notte d’estate in una delle località turistiche più importanti della Puglia”.

Il sindaco ha inoltre criticato la mancata comunicazione della ripresa dei lavori: “Non riceviamo da tempo comunicazioni dalla Prefettura ne ufficiali ne informali, siamo completamente all’oscuro di ciò che avviene sul nostro territorio. Ci appelliamo al rispetto della legge e vorremmo che la rispettassero tutti, a cominciare dalla Tap”.

Fonte: http://bari.repubblica.it

Chiude una buca davanti a casa ​e viene multato per 594 euro

Chiude una buca sul marciapiede davanti a casa e riceve una contravvenzione da 849 euro, scontata del 30 per cento perché il pgamento è stato effettuato entro i 5 giorni dalla contestazione della violazione. Lo sconcerto di Luciano Zappata, pensionato di Porto Garibaldi (piccola frazione nel Ferrarese), costretto a pagare 594 euro, è stato raccontato da La Nuova Ferrara.

Zappata, dopo aver preso l’iniziativa di tamponare una buca davanti al proprio passo carrabile, provocata dalle radici sporgenti di un albero tagliato qualche tempo prima, si è visto notificare la contravvenzione. “Stavo dando una gettata di cemento qui sul marciapiede davanti al cancello di casa – racconta l’uomo -, quando è arrivata una pattuglia di vigili, che mi ha chiesto i documenti e l’autorizzazione del cantiere. Sono rimasto di sasso, perché io non avevo aperto nessun cantiere. Ero lì con la cazzuola e il mio secchio per coprire la buca. In cinque minuti avrei finito tutto”.

Ciò che gli viene contestata è la violazione dell’articolo 21 del Codice stradale: “il trasgressore apriva un cantiere sul marciapiede di pertinenza della strada urbana, sita in Porto Garibaldi, denominata Viale Bonnet – si legge nel vebale -, senza preventiva autorizzazione. Nello specifico veniva effettuato uno scavo sul marciapiede e si procedeva al riempimento dello stesso con cemento. È imposto l’obbligo di rimuovere, a spese del trasgressore, le opere realizzate”.

Zappata però sostiene di non aver eseguito alcuno scavo, ma di essersi limitato a rimuovere le radici pericolose che sporgevano dal marciapiede, per chiudere subito dopo la buca con una mano di cemento. Il paradosso è che ora il tratto di marciapiede è perfettamente liscio e percorribile, mentre sino al momento dell’intervento le radici e la buca ne impedivano l’utilizzo da parte dei pedoni. “Qui vicino c’è un’altra buca – dice amareggiato l’uomo -, ma non mi sogno di andarla a chiudere, se poi la conseguenza deve essere quella di bastonare il cittadino, che ha mostrato buon senso e buona volontà”.

Proteste dei #NoTAP a Lecce Prefetto non servire la mafia

Donne in prima fila davanti alla Prefettura di Lecce

Quello che è successo oggi penso si ripeterà ancora, l’arroganza di un governo colluso con i poteri forti e delinquenziali. Non si può permettere di svendere il nostro territorio, specialmente se si è collusi e in odore di mafia. Tutti sanno quello che si sta perpetuando ai danni del Salento ed anche le inchieste che ha prodotto L’Espresso, servono a poco quando ormai si decide dall’alto e senza sentire il parere della popolazione. Vi pare giusto!?

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I problemi dei salentini e non solo, iniziano dalla disinformazione dei media

Lo sapevate a chi appartengono le principali testate giornalistiche italiane? L’inchiesta vi svelerà il segreto.

AAA – potreste restare senza parole

Nel ciclo di post “A chi appartengono i giornali in Italia”, abbiamo visto come i giornali di proprietà di un privato o di un gruppo di privati, non hanno come primo obiettivo quello d’informare i propri lettori paganti, come ancora molti credono, ma fare profitto con la vendita della pubblicità e con le sovvenzioni statali. E quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo la cui attività principale non riguarda l’informazione, il media diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone e non solo a scopi pubblicitari.

Oltre a questo abbiamo valutato il potere degli inserzionisti: quando lo scopo principale di un giornale è fare profitto, anche vendendo la pubblicità di aziende, banche, multinazionali, come vengono gestite le notizie sgradite a costoro?

Di fatto l’inserzionista ha il potere di influenzare un giornale perché controlla/influenza il suo profitto, ma è poca cosa rispetto all’influenza che gli interessi e i rapporti d’affari o personali del proprietario esercitano sul giornale.

Abbiamo considerato che negli ultimi venticinque anni la stragrande maggioranza dei giornali italiani non di partito si è concentrata nelle mani di pochi proprietari, imprenditori, aziende e banche, che hanno investito sull’informazione per trarne profitto diretto, attraverso la vendita, la pubblicità e le sovvenzioni statali, ma soprattutto profitto indiretto attraverso il controllo e l’influenza dell’informazione e quindi della politica e dell’opinione pubblica dei cittadini.

Credo però valga la pena considerare un altro attore poco visibile sulla scena dei media, ma con un ruolo chiave nella generazione e nel trasferimento dell’informazione: le agenzie di stampa.

Cosa sono le agenzie di stampa?

Le agenzie di stampa sono imprese editoriali create allo scopo di fornire notizie ad altri “organi di informazione”come giornali, TV, radio, eccetera.

Ti sei mai chiesto come e chi raccoglie le notizie riportate da giornali e TV?

Le notizie vengono raccolte dai giornalisti direttamente o indirettamente: nel primo caso il giornalista raccoglie le informazioni dai protagonisti o dai testimoni dei fatti, nel secondo caso il giornalista riceve la notizia da un’altra fonte che ha raccolto l’informazione, l’ha elaborata e fornita. Queste fonti secondarie sono appunto le agenzie di stampa, ma anche gli uffici stampa pubblici e privati, gli addetti stampa, gli uffici di promozione, le segreterie, i portavoce, eccetera.

Ebbene la maggior parte delle notizie che leggiamo sui giornali non viene “prodotta” direttamente dai giornalisti del giornale, ma elaborata dalle notizie fornite da una fonte intermedia. Per comprendere la vita e il percorso che seguono le informazioni che ci propongono i giornali, è opportuno valutare e comprendere ruolo, funzione, scopo, appartenenza e interessi di queste fonti intermedie: le agenzie di stampa da una parte e uffici stampa pubblici e privati con annessi e connessi dall’altra.

Come già detto, le agenzie di stampa sono le fonti principali di informazioni dei media e in particolare dei giornali. Questi si abbonano al servizio dell’agenzia e ricevono notizie e fatti a costi ridotti, in tempi brevi e in una forma già adatta all’uso giornalistico, da una sintesi di un paio di righe a un breve articolo.

Qual è l’utilità delle agenzie di stampa?

Le agenzie nacquero nel 1800, quando le notizie circolavano più lentamente e avevano bisogno di traduzioni. Le prime agenzie si occupavano appunto di tradurre e vendere articoli di giornali stranieri, ma ben presto iniziarono a raccogliere le informazioni presso le fonti dirette più importanti (governo, polizia, prefetture, eccetera) per poi elaborarle e fornirle il più velocemente possibile ai giornali.

Facevano e fanno il lavoro di raccolta che dovrebbero fare giornali e giornalisti a un prezzo contenuto e per questo hanno avuto un notevole successo e tuttora controllano la produzione dell’informazione.

Possiamo chiederci a chi appartengono? E’ utile?

Sì, è importante comprendere il ruolo delle agenzie di stampa e come le informazioni vengono raccolte, elaborate e trasferite prima di uscire sui giornali o sul piccolo schermo. Soprattutto è importante comprendere se vale anche per loro quanto abbiamo detto per i giornali: sullo scopo, sul profitto, sulla linea editoriale, eccetera.

Le agenzie di stampa vengono considerate notevolmente affidabili e attendibili perché verificano e selezionano le notizie che distribuiscono, perché offrono informazioni particolareggiate, perché sono soggette a costante verifica, perché competono una con l’altra e la loro credibilità dipende dalla qualità e dall’esattezza delle informazioni.

Questo è sufficiente a garantire la qualità, la tempestività e la correttezza/completezza dell’informazione?

No. L’imparzialità di un’agenzia dipende soprattutto dalla sua indipendenza economica e dalla sua struttura sociale, cioè se è privata, come per esempio Adnkronos e Asca, o pubblica, o se è una cooperativa di vari enti, come la Reuters inglese, o di organi giornalistici, come Associated Press, o di soli quotidiani, come Ansa.

Vediamo storia e caratteristiche di alcune tra le più note agenzie di stampa:

Reuters: è un’agenzia di stampa britannica, tra le più note e vaste al mondo e fa parte del gruppo Reuters Group plc con sede a Londra. Nel 2008 si è fusa con la società canadese Thomson Corporation dando vita alla Thomson Reuters. E’ una multinazionale con sede a New York, più di 15mila impiegati in più di 100 paesi, è posseduta a maggioranza dalla Woodbridge Company, una holding della famiglia Thomson. Reuters in realtà produce il 90% degli introiti grazie ai suoi servizi finanziari, come gli aggiornamenti delle quotazioni di borsa e delle valute.

Bloomberg News: è un’agenzia di stampa internazionale, con sede a New York e più di 2mila redattori e inviati in 72 paesi, fondata nel 1990 da Michael Bloomberg, Thomas Secunda, Duncan MacMillan, Charles Zegar e altri, con il finanziamento di Merrill Lynch, come divisione di Bloomberg L.P., una multinazionale nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo. Nel corso degli anni Bloomberg è cresciuta creando un servizio mondiale di news, che comprende TV, agenzia stampa, radio, internet e pubblicazioni editoriali. L’azienda fornisce strumenti software di analisi dei dati finanziari come piattaforma di scambio e di equity, servizi di dati, e notizie per le società finanziarie e organizzazioni di tutto il mondo.

Associated Press: è un’agenzia di stampa internazionale con sede negli USA, fondata nel 1846 a New York. E’ una cooperativa di migliaia di organi d’informazione tra giornali e tv con centinaia di sedi in 120 paesi. Dal 2001 al 2010, è stata l’agenzia partner per l’Italia, dal 2011 collabora con il canale all news di Mediaset.

UPI: o United Press International è un’agenzia d’informazione statunitense fondata nel 1907 da Edward Willis Scripps. Nel 1958 si fuse con la rivale International News Service (INS) divenendo l’attuale UPI. Nel 1982 venne venduta al gruppo Media News Corporation, successivamente venne rivenduta dal suddetto gruppo al gruppo messicano El Sol. Nel 1992 la UPI, sull’orlo del fallimento, venne comprata da Pat Robertson, e successivamente dalla catena di televisioni Middle East Broadcasting, e ancora, nel 2000, dal gruppo News World Communications, di proprietà della Chiesa dell’unificazione del reverendo sudcoreano Sun Myung Moon.

ANSA: l’Agenzia Nazionale Stampa Associata è la principale agenzia di stampa italiana e la quinta al mondo: ha 22 sedi in Italia e uffici in 78 paesi esteri. Fondata a Roma nel 1945 in sostituzione della disciolta agenzia Stefani, l’Ansa è una cooperativa di 36 soci editori dei principali quotidiani italiani ed ha lo scopo di raccogliere e trasmettere notizie sui principali avvenimenti italiani e mondiali. Le agenzie ANSA trasmettono migliaia di notizie al giorno ai mezzi di informazione italiani, alle istituzioni nazionali, locali ed internazionali, alle associazioni di categoria, ai partiti politici ed ai sindacati.

ASCA: l’Agenzia stampa cattolica associata è un’agenzia stampa italiana fondata nel 1969, ha come azionista di riferimento il Gruppo Sviluppo Programmi Editoriali spa e come presidente Giuseppe Cornetto Bourlot, Amministratore Delegato Luigi Abete.

AGI: l’Agenzia giornalistica Italia è un’agenzia di stampa italiana creata nel 1950 e controllata dall’ENI dal 1965. Ha sede a Roma, è diretta da Giuliano De Risi e ha redazioni in tredici capoluoghi di provincia italiani e a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi di informazione e per le aziende. Grazie agli accordi con varie agenzie di stampa estere, è in grado di fornire notizie che riguardano tutto il mondo.

Adnkronos: nata nel 1963 dalla fusione della agenzia di stampa Kronos, fondata nel 1951 Pietro Nenni (PSI e dell’Adn, fondata nel 1959 da Amintore Fanfani (DC). Nel 1978 Giuseppe Marra rilevò l’agenzia attraverso la Piemme Editoriale Finanziaria spa poi divenuta Giuseppe Marra Communications.

Come hai visto la grande maggioranza delle agenzie di stampa appartengono a privati, o a multinazionali, o ai proprietari degli stessi media che servono. Quindi non sono esenti dalle contraddizione e dai conflitti di interessi visti nei post precedenti, per quanto riguarda i giornali. E se guardiamo indietro agli ultimi due secoli di storia, sono numerose le situazioni in cui le agenzie si sono dimostrate influenzate, controllate o colluse con il potere pubblico o privato, offrendo un’informazione parziale o manipolata con l’intento di influenzare l’opinione pubblica.

Se è facile comprendere come e perché nei sistemi politici non democratici le agenzie di stampa pubbliche siano poco affidabili, in quanto sotto il controllo dello stato e quindi in conflitto di interessi, è più difficile comprendere come possa accadere nelle democrazie.

Ebbene la questione è sempre la stessa: da una parte abbiamo dei cittadini che hanno bisogno di sapere e di conoscere, per arricchirsi culturalmente ma soprattutto per poter prendere decisioni efficaci, dall’altra c’è il potere, nelle mani delle minoranze dominanti, che per continuare a comandare, da un lato fa di tutto per ridurre l’accesso alle informazioni o renderlo difficile o costoso, dall’altro manipola le informazioni, distorce le notizie o le nasconde in un rumore crescente di informazioni inutili.

In teoria le agenzie di stampa offrono un’informazione corretta, responsabile, completa e imparziale, per i motivi citati più sopra e perché in apparenza non possono farne a meno, nella realtà sono imprese con lo scopo di fare profitto, di solito di proprietà di privati, influenzabili come gli altri media dalle istituzioni pubbliche o dai propri clienti privati.

Quello che è importante capire è che di solito non è necessario censurare o modificare grossolanamente la notizia per manipolarla, ma la si può influenzare agendo sul punto di vista con cui è narrata, o sul taglio, sul tono, sulla prospettiva, sulla sintesi o sul background. Il momento dell’elaborazione e stesura della notizia è critico e il giornalista dell’agenzia, mediatore tra le fonti dirette e l’usufruitore o il lettore, può determinare il risultato del suo lavoro.

Non meno critico è il modo con cui la notizia viene fornita e quando viene fornita. Per esempio, cambiando la priorità, la catalogazione, o la forma, cambia la sua attrattiva, il suo effetto sul lettore, la percezione che questo ne ha, le sue possibilità di essere pubblicata e come viene pubblicata. Fonte: viteconsapevoli.com

Andando a ricercare proprietari, finanziatori diretti ed indiretti di alcune delle principali testate giornalistiche italiane ecco cosa ne viene fuori:

1- “Repubblica” appartiene a De Benedetti, tessera n. 1 del PD

2- “Il Messaggero” a Caltagirone, palazzinaro di Roma e suocero di Casini.

3- “La Stampa” all’ex gruppo FIAT, gruppo De Benedetti.

4- “Il Corriere della Sera” è partecipata da Mediobanca ed è indebitata con Unicredit, che è socia di Mediobanca.

5- “Il Giornale” appartiene alla famiglia Berlusconi.

6- “Libero” appartiene alla famiglia Angelucci, immobiliaristi.

7- “Il Foglio” appartiene alla famiglia Mainetti, immobiliaristi.

8- “Il Sole 24 ore” appartiene a Confindustria.

9- “Agi (Agenzia giornalistica italiana)” è partecipata dall’ ENI. …e così via.

La Gazzetta del Mezzogiorno, proprietario: Antonio Angelucci è un imprenditore e politico italiano. Ha avuto anche una carriera politica candidandosi alle Elezioni politiche italiane del 2008 nelle liste de Il Popolo della Libertà, ed è stato eletto deputato della XVI Legislatura

Nuovo Quotidiano di Puglia – Caltagirone Editore S.p.A. è il quinto gruppo editoriale Italiano, l’azionista di maggioranza è Francesco Gaetano Caltagirone.

  • Il Messaggero
  • Il Gazzettino
  • Il Mattino
  • Leggo (quotidiano gratuito)
  • Corriere Adriatico
  • Nuovo Quotidiano di Puglia
  • in Città (quotidiano gratuito di Trieste)
  • In pratica l’informazione italiana è in mano a banche, immobiliaristi, all’Eni (che oltre ad essere proprietaria dell’Agi sponsorizza tutta la stampa), alla famiglia Agnelli, a Berlusconi ed ai grandi imprenditori, che a loro volta sono indebitati con le banche. E quando un giornale viene comprato da un’azienda o da un gruppo la cui attività principale non riguarda l’informazione, il media diventa uno strumento che usa l’informazione per altri scopi, principalmente per influenzare le persone.

    La domanda banale da porsi è: i direttori dei quotidiani, scelti dai proprietari, ed i giornalisti dipendenti di questi giornali sono liberi o devono fare gli interessi del loro datore di lavoro?

    A nostro avviso nessun giornalista si può permettere di indagare chi gli paga lo stipendio, e non ci vuole un genio per capire il motivo. In Italia sono pochi i giornalisti veramente liberi, tutti gli altri per sopravvivere non si posso ribellare e raccontare la verità.